
Intervista a Livio Ceccato, un sogno nato ad Avellino chiamato pallavolo
· Youssef Marzullo
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Tanto giovane quanto determinato. Parliamo di Livio Ceccato, giocatore del Cus Molise Volley, già in forza nella compagine irpina dell'Atripalda Volley. Ventidue anni da compiere il prossimo 28 luglio. Per Livio la pallavolo è passione e tradizione familiare ( il padre Diego è un ex giocatore), oltre un impegno che, con amore e difficoltà allo stesso tempo, concilia con il suo dovere principale, gli studi universitari. Un fiore ancora giovane ma che ha tutte le carte in regola per sbocciare. Ceccato ha già avuto modo di mettere in mostra le proprie capacità e il proprio talento in diverse occasioni. AV LIVE ha fatto quattro chiacchere con lui per conoscerlo meglio. Intervista di Youssef Marzullo Livio, raccontaci come è iniziata la tua avventura con la pallavolo e qual è il tuo ruolo in campo. La mia avventura nel mondo della pallavolo è iniziata quando ero molto piccolo, grazie alla passione che mi ha inculcato mio padre, essendo stato un ex giocatore. Ho mosso i miei primi passi nella società locale della G.S. Olimpica Avellino, e nella mia esperienza pallavolistica ho fatto un po' di tutto, dal centrale all'opposto, per finire a schiacciatore di banda, ruolo che ricopro attualmente nella compagine campobassana del Cus Molise Volley. Militi attualmente con il Cus Molise Volley ma hai indossato la casacca dell'Atripalda Volleyball. Cosa ti è rimasto dentro di questa esperienza? Dopo la crescita ad Avellino, nel 2016 ho deciso di militare nell'Atripalda volleyball giocando in serie D, per poi essere promosso in prima squadra e disputare la serie C. Ho bellissimi ricordi, a partire dalla società, i compagni di squadra, e lo staff tecnico. Era un piacere ed un onore giocare sul taraflex della palestra "sabatina" perchè fino a pochi anni prima era stato calpestato da giocatori di alto rango professionistico, essendo l'Atripalda volleyball società che ha militato nelle categorie di serie A e B. Attualmente sono ancora in contatto con i membri della società e della squadra. Faccio il tifo per loro nonostante la lontananza. Credo che questo basti a far capire quanto sia legato alla squadra. Rimarrà sempre un'esperienza che porterò nel cuore. Quanto è importante in uno sport di squadra come il volley il "tutti per uno, uno per tutti" ? In ogni sport di squadra, questo è il motto da seguire poichè si possono ottenere successi anche solo aiutandosi a vicenda. Nel mondo della pallavolo ho visto casi di squadre con doti tecniche e tattiche molto limitate che però hanno vinto campionati attraverso lo spirito combattivo dell'unione di squadra, non mollando mai su ogni azione e caricandosi tutti insieme dopo un punto ottenuto. Credo sia un aspetto non di poco conto, quindi nella pallavolo si può tranquillamente dire che l'unione fa la forza. Cosa vuol dire per Livio Ceccato scendere in campo? A mio parere nessun atleta, dopo settimane di duro allenamento e sacrificio, credo voglia rimanere in panchina. Quindi scendere in campo, per quanto mi riguarda, è motivo di orgoglio e fierezza, per non parlare dell'adrenalina che sale piano piano. C'è la voglia di spaccare il mondo. E' una sensazione indescrivibile. Tutto questo si può ottenere soltanto con il duro lavoro, tanto sacrificio e la voglia di migliorare giorno per giorno. Hai degli idoli nel mondo della pallavolo? Beh si, sono cresciuto con il mito di Andrea Cisolla e quella fantastica Sisley Treviso. Attualmente il mio idolo è Ivan Zaytsev, un ragazzo che ormai tutto il mondo conosce. Anche chi non è appassionato di volley credo lo abbia almeno sentito nominare, soprattutto perchè detiene il record della battuta più veloce del mondo sfiorando i 137 km/h. Lo seguo dai tempi della M.Roma Volley, quando era molto giovane e l'ho seguito in ogni passo della carriera. Si è fatto notare per la sua incredibile forza e per la sua intelligenza tecnica coadiuvata dalla voglia di vincere. Penso che in questo momento sia il più forte al mondo. La pallavolo in Italia è meno seguita dalla massa rispetto a sport come calcio e basket. Cosa ne pensi in merito? Certo, non ha la stessa notorietà di calcio e basket, ma la pallavolo è comunque seguita in Italia. Basta pensare ai palazzetti pieni di gente quando giocano squadre come Macerata, Modena, Trento e Perugia. Anche grazie alla nazionale azzurra, sia maschile che femminile, il seguito pian piano aumenta sempre di più per questo sport che offre uno spettacolo indescrivibile. Che differenza c'è per te tra la pallavolo maschile e quella femminile? A mio parere la pallavolo femminile è un po' più macchinosa e lenta, mentre la pallavolo maschile è basata molto sulla forza e la potenza. Gli atleti hanno caratteristiche diverse e si può notare anche dal fatto che l'altezza della rete è diversa (nella maschile la rete è alta 2,43 m ,mentre nella femminile la rete è alta 2,24 m), e la stessa differenza è presente anche nei campionati giovanili. Un'ultima domanda: il tuo obiettivo è fare carriera nella pallavolo? Credi davvero che possa portarti lontano? Attualmente il mio unico pensiero è terminare gli studi di scienze motorie, però è giusto farsi delle idee future e in effetti mi suggestiona molto lavorare nel mondo della pallavolo,non da atleta,ma da membro della FIPAV (Federazione Italiana Pallavolo) o da allenatore. Al momento sono idee ma bisogna avere un obiettivo e cercare di realizzarlo con tutte le forze,credendo sempre nei propri sogni.
