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Yraki, il produttore di musica elettronica avellinese nel progetto "Body as Archive" alla Biennale di Venezia

Yraki, il produttore di musica elettronica avellinese nel progetto "Body as Archive" alla Biennale di Venezia

· Redazione AV LIVE

Musica

Dall’Irpinia ai palcoscenici della scena artistica internazionale, senza clamore ma con un percorso costruito negli anni attraverso studio, ricerca e sperimentazione sonora. Il produttore di musica elettronica Yraki, nome d’arte di Mariano Sibilia, originario di Avellino e residente a Londra, ha preso parte alla realizzazione delle musiche di ‘Body as Archive’, progetto presentato nell’ambito dell’inaugurazione della nuova sede dell’Archivio Storico della Biennale di Venezia l’1 e 2 giugno 2026. L’iniziativa, curata dal celebre coreografo britannico Sir Wayne McGregor, direttore artistico del settore Danza della Biennale di Venezia, propone una riflessione sul rapporto tra corpo, memoria e intelligenza artificiale. Attraverso l’utilizzo di sistemi di machine learning e del patrimonio documentale dell’Archivio Storico della Biennale, la performance esplora nuove modalità di creazione artistica, trasformando il materiale archivistico in esperienza performativa e sonora. All’evento hanno preso parte anche i direttori artistici degli altri settori della Biennale: Willem Dafoe per il Teatro, Caterina Barbieri per la Musica e Alberto Barbera per il Cinema. Per il musicista avellinese, coinvolto nella produzione della componente musicale dell’opera, si tratta di una collaborazione maturata all’interno di un contesto internazionale che ha riunito professionisti provenienti da discipline diverse, tra danza, arti visive, tecnologia e composizione elettronica. Originario di Avellino, Mariano Sibilia si è formato presso il Conservatorio di Musica "Domenico Cimarosa", dove ha sviluppato le basi del proprio percorso musicale prima di trasferirsi a Londra. Nella capitale britannica porta avanti la propria attività nell’ambito della produzione musicale elettronica, del sound design e della ricerca sonora, collaborando a progetti che intrecciano musica, tecnologia e arti performative.

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