
Usura e estorsione: arrestati dalla Dda due presunti esponenti del clan Pagnozzi
· Redazione AV LIVE
Cronaca
D’intesa con il Procuratore della Repubblica di Napoli, i Carabinieri del Nucleo Investigativo dei Comandi Provinciali di Avellino e Benevento, coadiuvati dalle Compagnie di Avellino e Montesarchio, hanno dato esecuzione a un provvedimento di fermo di indiziato di delitto a carico di 2 persone, gravemente indiziate dei delitti di estorsione e usura aggravate dal metodo mafioso e dall’aver agevolato l’associazione camorristica denominata clan Pagnozzi, storicamente egemone nei territori della Valle Caudina. Il provvedimento scaturisce da un’attività investigativa, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia e svolta dai reparti dell’Arma, che ha premesso di acquisire, a carico degli indagati, gravi indizi di colpevolezza in ordine a due episodi delittuosi: − il primo nei confronti di un ventisettenne della provincia di Avellino, che dopo aver restituito 1.350 Euro, a fronte di un prestito di 500,00 Euro concesso 7 giorni prima – con interessi usurari – ha continuato a subire richieste di denaro con violenza e minaccia; − il secondo ai danni di un ventottenne originario della provincia di Napoli ma con dimora in provincia di Avellino, agente di una nota catena di supermercati, costretto, con ripetute minacce e con violenza esercitata dagli indagati (caratterizzate anche dal recarsi ripetutamente e di notte sotto l’abitazione della vittima, nel provocare danneggiamenti e tentativi di incendio), a versare somme di denaro per l’assunzione di persone originarie della Valle Caudina, ad assumere per conto della catena di supermercati un pregiudicato indicatogli dagli indagati, nonché a versare loro somme di denaro a titolo estorsivo. Le indagini, caratterizzate da intercettazioni telefoniche e di conversazioni tra presenti, pedinamenti e servizi di osservazione, acquisizione e analisi di filmati di videosorveglianza, attività istruttoria, riconoscimenti fotografici, hanno corroborato il quadro indiziario ed evidenziato la necessità di procedere con provvedimenti urgenti, vista l’estrema pericolosità degli indagati e la loro disponibilità di armi. Il GIP presso il Tribunale di Avellino, sebbene non abbia convalidato il fermo, ha ritenuto comunque sussistenti i presupposti cautelari, disponendo nei confronti dei 2 indagati l’applicazione della misura cautelare della custodia in carcere. Si evidenzia che i provvedimenti eseguiti sono misure cautelari disposte in sede di indagini preliminari, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione e i destinatari degli stessi sono persone sottoposte alle indagini e quindi presunte innocenti fino a sentenza definitiva.
