
Tito riprende il Palermo: un punto e due pali per il miglior Avellino della stagione
· Redazione AV LIVE
U.S. Avellino
Il miglior Avellino della stagione va sotto al "Barbera", timbra due pali ma conquista un pareggio con un rigore di Tito, gentile cadeau dell'arbitro. LA PARTITA - Braglia perde Mastalli nel riscaldamento pre-gara e cambia assetto proponendo il 4-2-3-1 con Micovschi e Di Gaudio larghi e Kanoute a supporto di Gagliano. Dopo una prima fase equilibrata, al 14' si sblocca il match. Rizzo è ingenuo e regala un angolo sanguinoso che il Palermo capitalizza con l'incornata di Lancini, lasciato tutto solo da Silvestri. L'Avellino deve rincorrere i siciliani e ci prova con un appoggio di testa di Silvestri per Kanoute che non ci arriva sul pallone. Al 24' si attiva Di Gaudio che si porta a spasso tre avversari ma è troppo morbido nel tiro, bloccato senza problemi da Pelagotti. L'esterno biancoverde è mobilissimo e al 28' carica il destro che Pelagotti respinge con i pugni. Due minuti dopo, una velenosa punizione di Silipo filtra tra la barriera ma non sorprende Forte, che si rifugia in angolo. Di Gaudio è sempre il biancoverde più pericoloso. Prima al volo non centra la porta sul traversone di Tito e poi è sfortunato sulla girata di testa che timbra il palo interno. Pelagotti si ritrova con tanta fortuna il pallone tra le braccia e tira un sospiro di sollievo. L'Avellino comanda e sfiora ancora il pareggio con un'inzuccata di Dossena che sbatte sulla testa di Giron e si perde in angolo. L'asse Di Gaudio-Kanoute funziona bene mentre a destra Micovschi è un fantasma, si smarrisce in tanti errori e non incide mai. Dopo l'intervallo escono De Francesco e Gagliano, entrano Matera e Plescia che al 53' si invola verso l'area rosanero ma è sciagurato nel tiro di sinistro, che è fiacco e fa il solletico a Pelagotti. Il Palermo agisce solo in contropiede e al 57' si riaffaccia in avanti con un diagonale largo di Fella. Un minuto dopo Doda affonda Kanoute e rimedia il secondo cartellino giallo. La punizione di Matera scavalca la barriera ma Pelagotti vola a deviare il pallone in angolo. Il numero uno siciliano è poi attento sul colpo di testa di Silvestri. Al 65' uno svagato Rizzo stende Valente lanciato a rete e viene espulso. Dieci contro dieci, la partita si accende ancora di più. I lupi sono insistono e spingono alla ricerca del pareggio. Braglia si gioca le carte di D'Angelo e Mignanelli che al 72' carica il sinistro. Pelagotti respinge corto, in scivolata irrompe Plescia che colpisce il palo. Ancora la sfortuna sulla strada dell'Avellino che non si arrende e ringrazia il direttore di gara che al 77' vede un fallo inesistente di Peretti su Plescia e concede il rigore. Dagli undici metri si presenta Tito, sinistro angolato che Pelagotti intuisce ma non riesce a respingere. Pari meritato per la squadra di Braglia che non si accontenta e nel finale cerca il gol della vittoria, che sfiora con un colpo di testa di Bove, allontanato da Pelagotti. L'1-1 non si schioda ma al Barbera si è visto un Avellino di ferro.
