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Tentato omicidio ad Avellino, confermati i due arresti: movente resta un mistero

Tentato omicidio ad Avellino, confermati i due arresti: movente resta un mistero

· Youssef Marzullo

Cronaca

Resta senza spiegazione l'aggressione subita il 2 aprile scorso ad Avellino da Nello Malinconico, architetto di 41 anni residente a Monteforte Irpino. L’agguato e i soccorsi Verso sera, Malinconico sta uscendo dal supermercato con la spesa quando viene sorpreso nel parcheggio coperto da tre uomini incappucciati con un passamontagna. I tre lo colpiscono ripetutamente con bastoni e spranghe. L'uomo cade a terra, tenta di rialzarsi, ma viene picchiato ancora. A salvarlo sono le urla che attirano l'attenzione di alcuni passanti: il loro intervento mette in fuga gli assalitori. Finito in coma farmacologico, l'architetto viene ascoltato dalla polizia solo al suo risveglio, ma dichiara di non sapere il motivo di tanta violenza. Un dubbio che, per ora, non sono riusciti a sciogliere nemmeno gli investigatori. Le decisioni del giudice Il 22 luglio il gip di Avellino, Antonio Sicuranza, ha confermato le misure cautelari per due sospettati: Antonio Naccarelli (36 anni, di Atripalda): resta in carcere. Andrea Quatrano (41 anni, di Montefredane): rimane ai domiciliari con il braccialetto elettronico. Entrambi sono accusati di tentato omicidio aggravato e falsità materiale commessa da privato. Durante l'interrogatorio di garanzia si sono proclamati innocenti. A difenderli sono gli avvocati Fabio Tulimiero e Antonio Iannaccone. Le indagini e la targa modificata Le indagini della squadra mobile sono partite dai filmati delle telecamere del parcheggio. Nelle immagini si vede l'auto usata per la fuga, con un dettaglio strano: sulla targa la lettera F era stata trasformata in una E usando del nastro adesivo. Il trucco è durato poco. La polizia è risalita alla società di noleggio e poi alla ragazza che aveva affittato l'auto. La giovane, di Avellino e legata sentimentalmente a Naccarelli, è ora indagata per falsità materiale. Ha ammesso di prestare spesso la macchina al compagno, ma non ha saputo dire con certezza se gliel'avesse data anche il pomeriggio del 2 aprile. I punti ancora da chiarire L'inchiesta prosegue. Manca ancora all'appello il terzo uomo presente quella sera. Inoltre, la polizia ha sequestrato diverso materiale durante i fermi, da cui potrebbero emergere nuovi elementi utili. Resta infine da capire perché Malinconico sia stato seguito e aggredito. Intanto, gli avvocati dei due indagati valuteranno se fare ricorso al tribunale del riesame.

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