
Sirpress di Nusco, ancora scontro tra Fiom Cgil ed azienda
· Redazione AV Live
Attualità
Si inasprisce lo scontro tra la Fiom Cgil e la proprietà alla Sirpress di Nusco. L'incontro nella sede di Confindustria tra sindacati, RSU e azienda non ha prodotto risultati positivi. La direzione aziendale ha manifestato ampia disponibilità al confronto ribadendo la volontà di salvaguardare il giusto equilibrio tra l’esigenza di immettere giovani per garantire il futuro dell’azienda in una prospettiva di medio termine e quella di continuare ad assorbire i lavoratori ex Almec che non hanno ancora trovato una collocazione. Dopo una lunga discussione non è stato possibile raggiungere un accordo per la posizione intransigente della Fiom Cgil, che ha preteso l’immediato inserimento di 27 lavoratori ex Almec, che hanno partecipato alle proteste, a prescindere dalle professionalità richieste, e dalle parimenti condizioni di disagio di altri lavoratori ex Almec. La posizione della Fiom Cgil è stata definita dalla proprietà della Sirpress fortemente discriminatoria nei confronti dei restanti ex 113 lavoratori ex Almec, e ostile rispetto all’assunzione di giovani, considerata strategica per il prosieguo dell’attività aziendale. “La Direzione Aziendale – si legge in un comunicato di Confindustria – ha confermato che le possibilità di nuova occupazione sono legate ad un programma di investimenti che vede la partecipazione di Sirpress ad un contratto di sviluppo, in corso di istruttoria, denominato “Automotive Future”. Pertanto nella prospettiva dei nuovi investimenti ed in un contesto di gradualità, l’azienda continuerà a prestare la massima attenzione ai lavoratori ex Almec, rimasti privi di ammortizzatori sociali, ritenuto un impegno morale indipendentemente dalle richieste del sindacato, pur non essendovi vincoli od obblighi in tal senso”. L’azienda precisa inoltre che in ogni caso “resta disponibile al dialogo, a condizione che vengano superate le pregiudiziali poste dalla Fiom nell’incontro odierno e che rientrino le forme di protesta scomposte ed intimidatorie nonché le dichiarazioni lesive della reputazione e della dignità dell’azienda e dei suoi rappresentanti”.
