
Scontri prima di Avellino-Sampdoria, il Gip annulla l'obbligo di firma per due ultras biancoverdi
· Massimo Ieppariello
Cronaca
Il Gip del Tribunale di Avellino, Giulio Argenio, non ha convalidato l'obbligo di firma per i due ultras biancoverdi, coinvolti negli scontri prima della partita Avellino-Sampdoria. E' stata accolta l'istanza presentata dall'avvocato Fabio Tulimiero. Il provvedimento restrittivo della libertà personale, emesso dal questore di Avellino, Pasquale Picone, è legalmente decaduto per insufficienza di prove e per la mancanza di una pericolosità sociale concreta e attuale. Il Gip ha chiarito che l'obbligo di firma non è automatico, anche nei casi in cui il destinatario sia un "recidivo" già colpito da precedenti Daspo. Il giudice ha, infatti, fondato la sua decisione sull'interpretazione della Legge n. 401 del 13 dicembre 1989 (Articolo 6, comma 5), definendo i precisi confini tra il potere della Questura e il ruolo di controllo della magistratura. La legge prevede che per chi ha già subito un Daspo in passato, la nuova misura duri da 5 a 10 anni e sia sempre accompagnata dall'obbligo di firma. Questo automatismo amministrativo non vincola però il giudice che ha l'obbligo costituzionale di valutare i fatti e verificare che le condotte siano realmente attribuibili al soggetto. Nel caso specifico, la ricostruzione delle forze dell'ordine e i filmati non hanno dimostrato che i due tifosi facessero parte del gruppo che ha forzato il blocco per scontrarsi con i doriani. Sebbene i due ultras si fossero rivolti in malo modo agli agenti, il giudice ha specificato che l'aggressione verbale non basta a giustificare una misura restrittiva della libertà personale. Gli scontri sono nati in modo del tutto improvviso a causa del lancio di un fumogeno da parte della tifoseria ospite, escludendo una pianificazione o un incitamento alla violenza da parte dei due indagati.
