
Scacco all'Alleanza di Secondigliano: 126 arresti
· Redazione AV LIVE
Italia
Imponente operazione all'alba dei carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Napoli, con l'esecuzione su tutto il territorio nazionale di 126 provvedimenti cautelari emessi dal Gip di Napoli su richiesta della Procura nei confronti di appartenenti ai clan Contini, Mallardo e Licciardi. L'attività di indagine è stata condotta anche con l'apporto investigativo della Polizia di Stato e della Dia. Contestualmente, la GdF ha sequestrato un ingente patrimonio. Dei 126 destinatari dell’ordinanza, 89 indagati vanno in carcere, gli altri sono stati raggiunti da misure meno afflittive. Per altri 33 indagati, il giudice non ha emesso la misura cautelare, pur ravvisando i gravi indizi. Tra gli arrestati ci sono le mogli dei boss del clan Bosti, Mallardo, Licciardi e Contini, ma anche i loro luogotenenti, i figli, i nipoti e gli imprenditori che per anni sono riusciti a riciclare un tesoro accumulato con i traffici illeciti. L'ospedale San Giovanni Bosco "era diventato la sede sociale dell'Alleanza di Secondigliano: gli uomini dei Contini controllavano il funzionamento dell'ospedale, dalle assunzioni, agli appalti, alle relazioni sindacali". Lo ha detto il procuratore di Napoli, Giovanni Melillo, nel corso di una conferenza stampa sul maxi blitz. In sostanza, ha sottolineato Melillo, "l'ospedale era diventata la base logistica per trame delittuose, come per le truffe assicurative attraverso la predisposizione certificati medici falsi". Puntuale, sul tema è intervenuto anche il ministro dell'Interno Matteo Salvini: «Oltre cento camorristi arrestati in tutta Italia: è un colpo durissimo per l'Alleanza di Secondigliano. Ottima notizia! Grazie a Forze dell'Ordine, Procura e inquirenti: contro i clan nessuna pietà», ha scritto sui social facendo sapere che «fra oggi e domani al Viminale ci saranno ben quattro Comitati Nazionali per l'Ordine e la Sicurezza in Campania, Calabria, Puglia e Sicilia».
