AV LIVE
Post Referendum, l'avvocato Acone: "Si recuperi il Foro come luogo di incontro reale e confronto leale"

Post Referendum, l'avvocato Acone: "Si recuperi il Foro come luogo di incontro reale e confronto leale"

· Redazione AV LIVE

Attualità

Tante le riflessioni e le analisi dopo il voto referendario che ha bocciato la riforma della Giustizia. Riceviamo e pubblichiamo il pensiero dell'avvocato del Tribunale di Avellino, Alberto Maria Acone, che indica la strada da cui ripartire recuperando il Foro come luogo di confronto e crescita condivisa. Ecco il testo: "Ho seguito questa campagna referendaria, ascoltando entrambe le posizioni, quelle del sì e quelle del no, e maturando una riflessione personale, anche e soprattutto nella mia veste di giurista e di operatore del diritto. Devo rilevare che il dibattito, in più occasioni, ha perso il necessario rigore, scivolando in toni e modalità non sempre adeguati al contesto. Si sono registrati momenti di confronto poco edificanti, talvolta persino nei luoghi della giustizia, dove invece dovrebbero prevalere equilibrio, misura e rispetto. A questo si aggiunge un ulteriore elemento che non può essere ignorato. Il processo telematico, pur rappresentando uno strumento utile e necessario per l’evoluzione e l’efficienza del sistema giustizia, ha inevitabilmente contribuito a ridurre le occasioni di confronto diretto tra colleghi, magistrati e operatori del diritto. Il Foro ha progressivamente perso quella dimensione di agorà, di luogo vivo di scambio, dibattito e crescita professionale. In un contesto già segnato da questo distanziamento, quanto accaduto nel corso della campagna referendaria ha ulteriormente inciso, accentuando divisioni e impoverendo il livello del confronto. Al di là dell’esito, che va sempre rispettato in quanto espressione della volontà popolare, ritengo che oggi sia necessario riportare tutto entro binari più consoni. E questo, soprattutto nell’ambito forense, impone una riflessione seria e non più rinviabile. Il punto centrale è uno soltanto: il recupero pieno dell’etica e della deontologia professionale. Negli ultimi tempi, questi valori – che dovrebbero rappresentare il fondamento stesso dell’agire dell’avvocato – sono apparsi, in più di un’occasione, attenuati o messi in secondo piano. E questo non è accettabile. L’avvocatura non può prescindere da regole di comportamento improntate a sobrietà, correttezza, rispetto e senso della misura. Non si tratta di forma, ma di sostanza: è da qui che passa la credibilità della professione e la fiducia dei cittadini. Ma non basta. È necessario anche recuperare il Foro come luogo di incontro reale, di confronto leale e di crescita condivisa. Solo attraverso il dialogo diretto, il rispetto reciproco e lo scambio quotidiano si rafforza una comunità professionale autentica. Oggi più che mai è necessario riaffermare con forza che l’etica e la deontologia non sono elementi accessori, ma il perno attorno a cui ruota l’intera funzione difensiva. Recuperare questo significa restituire dignità al confronto, autorevolezza alla professione e centralità al ruolo dell’avvocato come garante dei diritti. È da qui che bisogna ripartire".

Leggi l’articolo su AV LIVE

Articoli correlati