
Post Coronavirus: cosa ne sarà della nostra socialità?
· Redazione AV LIVE
Attualità
Giorno dopo giorno ci ritroviamo a scandagliare il web in cerca degli ultimi aggiornamenti sulla situazione del nostro paese ed inevitabilmente ci si sofferma sulle immediate conseguenze di questo male invisibile: morti, quarantena, economia e sistema sanitario allo stremo. Ma quali saranno le conseguenze a lungo termine? Gli esperti sottolineano quanto l’economia stia soffrendo e si focalizzano sul salvabile: come far ripartire la ristorazione, come salvare la stagione balneare e come sopperire alla grande perdita che si avrà nel settore turistico. Oggi la mia domanda è: “Cosa ne sarà della nostra socialità?”. Per antonomasia popolo caldo e accogliente, gli italiani vivono e basano il loro essere sulle relazioni sociali, fanno dei tanti caffè presi durante la giornata non solo la loro pausa, ma anche un momento di condivisione, un rito che viene appunto condiviso con parenti, amici e colleghi. Tutto ciò fino ad ora. Ma come cambieranno le nostre relazioni sociali? Il virus della paura quanto muterà le persone? Si ritornerà ad abbracciarsi? Si organizzeranno scampagnate e grandi rimpatriate? Se si, quando? Perché il dato di fatto che emerge oggi è soltanto uno: mascherine, guanti e social distancing ci accompagneranno per i prossimi mesi. Come reagirà il nostro popolo alla privazione della loro stessa natura? Come le future precauzioni incideranno sull’indole del nostro paese? Ci si potrà davvero abituare? Secondo lo psichiatra Raffaele Morelli, oggi ospite a "La vita in diretta", per ripartire servirà non pensare troppo. Il cervello attuerà nuove “strategie” le quali ci permetteranno di costruire una nuova forma di socialità. Un’affermazione che forse ricorda un po’ le teorie darwiniane sull’evoluzione: per selezione naturale le specie si adattano in modo ottimale all’ambiente in cui vivono. Riusciremo anche noi, in pochissimo tempo, ad adattarci ad un mondo diverso da quello che abbiamo conosciuto fino a sei settimane fa? Quando tutto questo passerà, ci sarà un riadattamento a quella che noi consideriamo normalità? Se il consiglio di Morelli è quello di non pensare troppo, la natura dell’uomo è quella di arrovellarsi il cervello, ma in fin dei conti, forse, in situazioni come questa, bisogna cercare di affrontare la vita giorno per giorno. Tante domande e poche risposte, ma d’altronde sarà solo il tempo e le situazioni che si verranno a creare che fungeranno da linea guida per un possibile cambiamento.
