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Ponte di Genova, tempi lunghi perché manca una traduzione dal tedesco

Ponte di Genova, tempi lunghi perché manca una traduzione dal tedesco

· Youssef Marzullo

Attualità · Italia

I tempi biblici per tradurre un documento scritto in tedesco allungano in maniera imprevedibile le scadenze dell’indagine. E rischiano di ripercuotersi sui tempi ricostruzione del Ponte Morandi (43 vittime a Genova nel crollo del 14 agosto scorso), sebbene le ultime settimane siano state dense di annunci. Prima il sindaco-commissario Marco Bucci ha fissato nel 15 aprile 2020 l’apertura del nuovo viadotto alle auto, per poi ribadire che fra il 6 e l’8 febbraio prossimi inizierà la demolizione d’uno dei monconi del Morandi. E a sostenerlo ha contribuito Giuseppe Bono, l’amministratore delegato di Fincantieri, azienda pubblica coinvolta nella ricostruzione insieme a Impregilo e Italferr e a varie società che cureranno soltanto l’abbattimento: "La primavera 2020 mi sembra una previsione realistica". Il problema è che nel frattempo il fronte giudiziario ha registrato un aggiornamento tanto surreale quanto preoccupante. Mercoledì 23 gennaio si è tenuta una riunione ristretta del collegio dei periti delle varie parti: un consesso riservato ai tecnici (nominati dalla Procura, dal tribunale e dai legali dei indagati, suddivisi tra Autostrade per l’Italia e ministero delle Infrastrutture) che dovevano fare il punto sull’incidente probatorio in corso, in vista dell’8 febbraio. In quella data, su carta, è prevista l’udienza in cui si dovrebbe discutere la prima perizia realizzata dagli esperti nominati dal giudice, sullo stato del viadotto al momento del crollo e sugli eventuali ammaloramenti.

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