
Omicidio Campanello, svolta nelle indagini dopo 33 anni. La vedova: "Si indaghi anche su chi l'ha lasciato solo"
· Redazione AV LIVE
Cronaca
Svolta nelle indagini sull'omicidio di Pasquale Campanello, il sovrintendente capo della Polizia Penitenziaria ucciso dalla camorra il 8 febbraio 1993 a Torrette di Mercogliano. A distanza di oltre 33 anni dal delitto, l'inchiesta coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, e curata dal pm antimafia Henry John Woodcock, ha registrato un'importante accelerazione con l'iscrizione nel registro degli indagati di tre persone. Tra i nomi emersi figura quello di Raffaele Brancaccio, elemento di spicco legato al clan Mariano, storica costola della criminalità organizzata dei Quartieri Spagnoli di Napoli. All'epoca dei fatti Campanello aveva 33 anni e prestava servizio nel Padiglione "Venezia" del carcere di Poggioreale a Napoli, un reparto di massima sicurezza destinato ai detenuti in regime di 41-bis. Venne assassinato sotto la propria abitazione con 14 colpi di arma da fuoco (di cui 4 alla testa) a causa della sua totale intransigenza e della sua incorruttibilità di fronte alle pressioni dei boss. Le nuove risultanze investigative ipotizzano che la decisione di eliminare il sovrintendente sia partita proprio dai vertici del clan Mariano, per punire il rigore con cui l'agente applicava le regole carcerarie. La vedova di Pasquale Campanello, Antonietta Oliva, ha accolto con favore la svolta giudiziaria definendola una "buona notizia", ma ha ribadito con forza come il marito fosse stato "lasciato solo in prima linea" dalle istituzioni dell'epoca. Ha chiesto formalmente che la magistratura non si fermi ai soli esecutori e mandanti camorristici, ma faccia piena luce anche sulle omissioni e sugli abbandoni da parte di chi avrebbe dovuto proteggerlo.
