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Nonna Teresa: "Questo virus è peggio della guerra ma la bestia passerà"

Nonna Teresa: "Questo virus è peggio della guerra ma la bestia passerà"

· Michela Lepore

Teresa, classe ’35 e pugliese doc, è una delle tante detentrici di ie importanti testimonianze storiche. Attiva come se ne avesse 50 di anni, non si abbatte anche se non vede l’ora che “ questa bestia passi ”. Cerca di tenersi impegnata: cucina, sperimenta, fa giardinaggio ed ora è anche alle prese con la realizzazione delle mascherine. Dalla mattina alla sera è un tornado e non si ferma mai. Teresa, meglio conosciuta come Sisina, ricorda molto bene la sua infanzia, ricorda la guerra, i militari che passando per le campagne raccoglievano ortaggi e li scambiavano in cambio di un po’ d’acqua. Ci racconta: “Q uando bombardavano Foggia si vedeva il cielo rosso e si sentivano i tuoni; quando sentivamo gli aerei prendevo mio fratello più piccolo e con gli altri andavamo sotto gli alberi, per ripararci”. Teresa ha un vivido ricordo anche del terribile terremoto che colpì l’Irpinia nel 1980 e che danneggiò anche i paesini arroccati sui Monti Dauni della Puglia. Ricorda le grandi tragedie, le grandi scoperte e le conquiste scientifiche. In 85 anni ha visto il mondo cambiare, eppure ci dice che questo è diverso: “Q uesto virus è diverso, è una cosa che non vedi e colpisce tutti. Un po’ come la guerra, ma è peggio. La guerra ce l’avevamo noi, ma tanti paesi non ce l’avevano. Il virus è ovunque ora.". continua dicendo: “ un cancro è un brutto male, ma non si espande, non hai paura di abbracciare un figlio o un nipote con il pensiero di infettarlo. Un terremoto fa morti, ma resta lì, non distrugge il mondo ”. E quando le chiedo: “ Nonna, ma cosa pensi che succederà? Pensi che si sistemerà tutto? ”, ci dice: “F iglia mia e che ti devo dire, tutto si aggiusta, ma ci vuole tempo e bisogna stare attenti e restare a casa ”. Nel frattempo la sua unica gioia sono le videochiamate. Sono l’unico modo per star vicino a figli, nipoti e pronipoti in attesa di poterli riabbracciare; perché anche se il suo motto è “ I figli si baciano nel sonno ”, sente la mancanza del calore umano.

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