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Non posso “respirare”, dedicato a George Floyd

Non posso “respirare”, dedicato a George Floyd

· Marco Pizzorno

La coscienza internazionale, nell’era del Covid 19, si mobilita su una questione imbarazzante che tormenta, non solo le poltrone di Washington, ma in realtà l’opinione pubblica mondiale. Un interessante articolo, di Le Figaro cita testualmente ció che è accaduto negli Usa, come la “morte di un americano nero” a seguito di un arresto "muscoloso" che ha scatenato la rabbia a Minneapolis martedì 27 maggio. Quest'uomo disarmato si chiamava George Floyd e la sua famiglia ha denunciato l'uso "eccessivo e disumano" della forza. L’articolo continua descrivendo l’intenzione del sindaco di Minneapolis, Jacob Frey, di condannare tale abusi come atti "orribili", accusando l'agente di polizia di "mancare di un fondamentale senso di umanità". Il capo della Polizia ha inoltre dichiarato l’inizio di un'indagine federale sulla questione, esprimendo forte rammarico in testuali parole: “ Nascere nero non dovrebbe essere una condanna a morte". In seguito a tale conferenza i quattro agenti di polizia sono stati licenziati. Le parole di Pizzorno Sebbene molte delle narrative editoriali dedichino inchiostro e fiato al dramma umano perpetrato, è fondamentale ribadire l’attenzione sull’importanza dei diritti civili ed umani. Il riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti, uguali ed inalienabili, costituisce il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo. Il loro disconoscimento ed il disprezzo dei diritti umani hanno portato, giá in passato, ad atti di barbarie che offendono la coscienza dell'umanità. A ragion di ció è indispensabile ripeter all’infinito quelle che sono le fondamenta dei diritti dell’uomo. Nel fatto di specie l'articolo 1 della dichiarazione cita: “Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.” Pizzorno conclude con le parole di Martin Luther King: "E' necessario non soddisfare la nostra sete di libertà, bevendo alla coppa dell'odio e del risentimento. La lotta, agli abusi, alle ingiustizie e discriminazioni razziali” deve essere condotta al piano alto della dignità e della disciplina. È necessario elevarsi alle maestose vette di chi risponde alla forza fisica con la forza dell'anima”.

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