
Monteforte Irpino, estorsione e sequestro di un commerciante pakistano: sette arresti
· Michele Marzullo
Cronaca
I Carabinieri del Comando Provinciale di Avellino hanno arrestato 7 persone (di età compresa tra i 24 ed i 45 anni), in esecuzione all’ordinanza di applicazione della misura cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Avellino, su richiesta della Procura della Repubblica di Avellino, perché ritenuti responsabili, in concorso, di tentata estorsione, porto e detenzione illegale di armi, lesioni personali aggravate e, per uno di loro, in concorso con altre due persone, in corso di identificazione, anche di sequestro di persona. La vittima è un commerciante pakistano di Monteforte Irpino. I fatti sono stati illustrati in conferenza stampa dal Colonnello Massimo Cagnazzo, Comandante Provinciale dei Carabinieri di Avellino. Tutto ha avuto inizio con un tentativo di affermazione di predominio di un gruppo di persone residenti a Monteforte Irpino, attuato attraverso una prima richiesta estorsiva, ovvero la pretesa del 20% degli incassi della giornata, in cambio di "protezione” rivolta alla vittima che, si è rifiutata di versare il denaro ed è così diventato bersaglio di un’escalation di violenze. L’attività investigativa, svolta dai Carabinieri della Stazione di Monteforte e del Nucleo Operativo della Compagnia di Baiano, coordinata dalla Procura della Repubblica di Avellino, è iniziata nel settembre 2018 ed ha avuto origine da una richiesta estorsiva, in puro stile “camorristico”, avanzata da uno degli indagati, un 26enne di Monteforte Irpino, il quale, pochi giorni dopo l’apertura di un’attività commerciale da parte della compagna di un cittadino pakistano, si è presentato presso il suo negozio destando l’allarme della titolare e dei suoi genitori. Il giovane, informato di quanto avvenuto, è riuscito a contattare il malvivente a pochi passi dal negozio, per chiedergli spiegazioni in merito al suo comportamento, ricevendo a quel punto una richiesta inequivoca, profferita con tono minaccioso: “Devi darmi il 20% degli incassi dell’attività perché qui comando io!”. Il pakistano è stato costretto a salire a bordo della propria autovettura con il giovane estorsore a cui lungo il tragitto percorso si sono aggiunti altri due complici ed è stato obbligato prima a dirigersi verso Napoli fermandosi in una zona isolata del comune di Monteforte dove è stato minacciato con una pistola. Minacce, consistite nel prospettare danni alla persona e ai beni della vittima, alludendo alla capacità di garantire a lui ed all’attività commerciale della compagna la "protezione", nonché invitandolo reiteratamene ad andare via dal territorio, implicitamente alludendo a possibili conseguenze dannose in caso di mancata adesione all'invito. Dopo aver subito un vero e proprio sequestro di persona ed essere stato colpito alla testa con schiaffi e pugni, temendo per la propria incolumità, il commerciante non ha però ceduto alle richieste di "protezione" ed ha deciso di allertare il 112 richiedendo l’intervento dei Carabinieri ai quali ha riferito i fatti. La mancata immediata adesione all’illecita pretesa da parte del cittadino pakistano ha indotto l’aguzzino a dare avvio ad una vera e propria escalation criminale che, sulla spinta della richiesta iniziale, si è tramutata in poche ore in manifestazioni di sopraffazione verso la vittima. Nelle azioni criminose sono stati coinvolti anche la sorella del 26enne ed il 45enne compagno della donna, oltre alla cerchia di amici legati da consolidati rapporti di frequentazione. La sera dello scorso del 17 settembre, l’aguzzino, il cognato ed i suoi amici hanno organizzato e realizzato una vera e propria spedizione punitiva: armati di spranghe, bastoni, coltelli (poi rinvenuti nascosti in una siepe dai Carabinieri), utilizzando anche un taser, si sono recati presso l’esercizio commerciale dove hanno pestato selvaggiamente i titolari con calci, pugni e schiaffi procurando contusioni in diverse parti del corpo. Solo grazie all’intervento di altri cittadini pakistani, presenti nel locale, non ci sono state più gravi conseguenze. Tutti gli indagati agivano supportati ”dalla deprecabile forza del gruppo, con premeditazione ed armati, con suddivisione di ruoli, in modo preordinato, concorrendo nelle condotte delittuose finalizzate a realizzare l’attività estorsiva ai danni dei cittadini pakistani”. L’Autorità giudiziaria, concordando con le risultanze dell’attività investigativa svolta dai Carabinieri ha, quindi, disposto, per i sette indagati, l’applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari, in considerazione della gravità del movente dell’azione, finalizzala a realizzare attività di estorsione ai danni di cittadini che da poco avevano avviato un’attività commerciale sul territorio di Monteforte Irpino.
