
Moglie ammazzata e data in pasto ai maiali. Caso riaperto dopo 20 anni
· Redazione AV LIVE
Cronaca · Italia
Uccisa dal marito e il corpo dato in pasto ai maiali nel porcile della sua azienda agricola a Velo d’Astico, piccolo comune del Vicentino. Un giallo risolto dalla procura berica dopo vent’anni, grazie al ritrovamento di un frammento di unghia di due centimetri. Gli investigatori, dopo mesi di analisi e test del dna sono certi: appartiene a Virginia Mihai, moglie di Valerio Sperotto, allevatore di maiali morto nel 2011 a 64 anni. La donna era svanita nel nulla il 22 aprile del 1999, giorno in cui la sua auto fu trovata abbandonata in una strada alle porte di Vicenza. "Avevamo litigato, lei mi ha lasciato a piedi per strada e poi non l’ho più vista", aveva detto l’uomo durante uno dei tanti interrogatori. Per quella scomparsa Sperotto fu indagato per omicidio volontario ma il fascicolo venne archiviato. Tutto si è riaperto attraverso la segnalazione della presenza di ossa. Ci vogliono mesi di analisi in laboratorio per eseguire tutti gli accertamenti ma alla fine non ci sono dubbi: "La corrispondenza è del cento per cento positiva, si tratta dell’unghia dell’alluce di Virginia Mihai". Le unghie, assieme ai capelli e ai denti sono le uniche parti del corpo umano che i maiali non digeriscono e questo avvalora la tesi agghiacciante che la donna sia stata uccisa e gettata in pasto ai maiali.L’inchiesta della procura va avanti ancora oggi nonostante la morte del principale indagato perchè secondo i magistrati potrebbero esserci dei complici, persone ancora in vita che hanno aiutato Valerio Sperotto a far sparire le due donne e a nascondere una verità affiorata dopo più di due decenni.
