
Mazzette e caporalato Napoli-Bari, a Grottaminarda sfruttamento di 34 egiziani
· Youssef Marzullo
Cronaca
Dieci arresti domiciliari e altre misure cautelari nell’inchiesta sui lavori dell’Alta Velocità Napoli-Bari. Al centro delle indagini della Guardia di Finanza, coordinate dalla Procura, ci sono presunti episodi di corruzione, sfruttamento della manodopera e irregolarità nella gestione dei cantieri. Le misure sono state disposte dopo gli interrogatori preventivi degli indagati. L’inchiesta riguarda alcuni cantieri nelle province di Napoli, Avellino e Benevento e, secondo l’accusa, non coinvolge Rfi, ma altri soggetti della filiera degli appalti. Ecco qualche episodio contestato Tra gli episodi contestati, presunti pagamenti illeciti e regali in cambio di favori nell’assegnazione dei lavori, informazioni sulle offerte concorrenti e agevolazioni nei pagamenti. Gli investigatori hanno sequestrato denaro nascosto anche all’interno di pacchi natalizi, oltre a orologi di lusso, telefoni e altri beni. Un altro capitolo riguarda il cantiere di Grottaminarda, dove sarebbero stati impiegati 34 lavoratori egiziani in condizioni definite particolarmente gravose, con turni molto lunghi e paghe inferiori ai minimi contrattuali. L’ipotesi è quella dello sfruttamento della manodopera.
