
L'Avellino non c'è: facile tris dell'Empoli. E' ora di svegliarsi!
· Redazione AV LIVE
U.S. Avellino
Nessuna scossa, nessun risveglio. L’Avellino non rialza la testa e cede in casa all’Empoli, che passeggia al "Partenio-Lombardi", al massimo ogni distrazione dei biancoverdi e cala un facile tris. LA PARTITA – Biancolino ridisegna lo schieramento proponendo il 3-5-2. Daffara è protetto dal terzetto difensivo Cancellotti-Simic-Fontanarosa. A sorpresa Russo agisce da esterno sinistro del centrocampo, che presenta Missori sul versante destro e Besaggio, Palmiero e Kumi nella zona nevralgica. In attacco spazio al tandem Tutino-Biasci. Il piano dell’allenatore biancoverde salta quasi subito perché al 10’ Russo alza bandiera bianca dopo uno scontro di gioco e viene rimpiazzato da Milani. Sotto una pioggia battente, l’Empoli guadagna metri e soprattutto spinge con Moruzzi a sinistra. Al 17’ la squadra toscana spezza l’equilibrio sfruttando l’ennesima indecisione della difesa irpina, impreparata sul traversone di Moruzzi per l’inserimento di Elia, che si testa anticipa Milani e sorprende Daffara. L’Avellino è scosso e troppo timido mentre l’Empoli dà l’impressione di poter far male in ogni ripartenza come nel caso della sgroppata di Nasti che al 27’ sfugge a Simic e Fontanarosa ma trova la deviazione di Daffara. Cinque minuti dopo si sveglia la truppa di Biancolino con un traversone di Besaggio per la volèe di Milani, respinta da Fulignati. Grave, invece, l’errore di Biasci, che a 39’ su assist di Tutino, dal cuore dell’area empolese, calcia alto. L’Avellino è molle come il burro. La conferma arriva al secondo minuto di recupero quando Cancellotti rinvia corto e così Saporiti scartoccia il regalo con un imprendibile tiro al giro che si spegne all’incrocio. Dopo l’intervallo escono Cancellotti e Fontanarosa, rilevati da Palumbo ed Enrici. La manovra dell’Avellino migliora ma non si sfonda. Al 57’ Palumbo apre per Milani, che perde troppo tempo e spreca una buona chance. Patierno subentra a Besaggio. La Curva Sud ricorda il terremoto del 1980 con una toccante scenografia ma sul campo non c’è variazione dello spartito. Soltanto al 72’ i lupi si riaffacciano in avanti: sugli sviluppi di un angolo, la sponda aerea di Simic è perfetta per l’incornata di Kumi che ha il difetto di essere troppo centrale agevolando così la respinta di Fulignati. Due giri di lancette e Tutino a porta vuota riesce nell’impresa di indirizzare il pallone sul fondo tra la disperazione del popolo biancoverde. All’84’ Fulignati alza oltre la traversa il colpo di testa di Palumbo, che è tra i più propositivi di una squadra prevedibile e senza mordente. Si fa male anche Milani in un finale triste per i lupi, che incassano anche il tris da Pellegri sui titoli di coda e si infilano in una spirale pericolosa. Altra sconfitta, altre tre reti subite da un Avellino disastroso, sommerso dai fischi dei tifosi.
