
Kanoute crea, Pane è un muro: l'Avellino batte il Pescara
· Massimo Ieppariello
U.S. Avellino
Kanoute crea, poi Pane abbassa la saracinesca. Il Pescara non sfonda e l’Avellino conquista una vittoria pesante. LA PARTITA – Rastelli deve rinunciare a Gambale e Murano, fermati dalla febbre, e presenta in attacco il tridente Russo-Kanoute-Trotta. A centrocampo non c’è Casarini, che non è al meglio per i postumi influenzali e si accomoda in panchina. Rientra Matera, che completa la linea mediana con Dall’Oglio e Miasto. In difesa si rivede Aya, preferito ad Auriletto, non al meglio della condizione. L’Avellino parte bene e si propone in avanti al 2’ con una bella iniziativa di Maisto che dribbla due avversari e calcia centralmente, tra le braccia di Sommariva. I lupi spingono e rompono l’equilibrio all’8’: lancio in verticale di Aya per Kanoute, che si fionda in area, aggira Sommariva e infila il pallone in rete. Il Pescara reagisce subito con una sponda aerea per Cuppone, che, tutto solo, al volo non inquadra la porta. Stesso esito al 13’ per il colpo di testa di Brosco, che si spegne sul fondo. I biancoverdi rispondono con una sassata di Dall’Oglio, che Sommariva respinge con i pugni. Di tacco ci prova Ricciardi ma il pallone finisce fuori. Rastelli cambia spesso la posizione degli esterni, Kanoute è sempre pronto nelle ripartenze e al 28’ mette paura all’incerto Sommariva che sbaglia l’uscita ma viene salvato da Boben. Nel finale di primo tempo ancora Avellino pericoloso con un sinistro di Trotta, respinto da Sommariva, sulla sfera ci arriva Russo che ci prova con un tiro a giro, leggermente largo. Dopo l’intervallo, Rizzo subentra a Ricciardi, già ammonito, mentre sul fronte Pescara, Kolaj prende il posto di Cuppone. L’Avellino amministra e potrebbe colpire con Maisto che sbuccia il pallone sul traversone di Tito. Gli ospiti non restano a guardare, ci provano con un sinistro dell’ex Aloi, che sorvola di poco la traversa, e divorano il pareggio al 67’ con il liberissimo Desogus, che grazia Pane con un piattone destro centrale. Esce Dall’Oglio, entra Casarini. Rastelli perde per infortunio Moretti e lancia Illanes al centro della difesa. Zanandrea rileva Trotta, l’Avellino ci chiude in trincea anche perché Colombo si gioca anche la carta Vergani e si affida al 4-2-4. Si soffre, i biancoverdi abbassano pericolosamente il baricentro e si aggrappano a Pane, che con i piedi respinge la conclusione sottomisura di Tupta. Il Pescara va all’assalto, cresce la pressione degli abruzzesi che attaccano a pieno organico ma rischiano su un contropiede dei lupi, chiuso dal sinistro di Maisto, smorzato in angolo da Milani. L’Avellino stringe i denti e vince allungando così la striscia di risultati.
