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Ipotesi stralcio sulla prescrizione

Ipotesi stralcio sulla prescrizione

· Youssef Marzullo

Politica

Sarà una settimana di discussioni nella maggioranza giallo-verde. E se mai ci sarà una soluzione, non verrà presto. I due vicepremier, infatti, sono all’estero: Luigi Di Maio è in Cina, Matteo Salvini in Ghana. Missioni ufficiali, e strategiche, in rappresentanza dei rispettivi ministeri. Partendo, però, si sono lasciati dietro una scia di recriminazioni contrapposte. E di sospetti: Salvini tornerà a precipizio già martedì, imponendosi una maratona di volo, pur di monitorare di persona che il decreto Sicurezza sia votato al Senato. "Speriamo che non facciano scherzetti, sennò cade il governo", ha detto salutando i suoi. È meno preoccupato di possibili ritorsioni sulla legittima difesa. "È questione ancora lontana. Poi vedremo". Ma è la questione della prescrizione, imposta con un blitz che porta la firma del ministro Alfonso Bonafede, che si sta rivelando essere una bomba atomica nei rapporti tra gli alleati. Apparentemente è muro contro muro. Non bastasse l’altolà lanciato sabato dal ministro e avvocato Giulia Bongiorno, ieri anche Salvini ha sbarrato la strada: "La riforma della giustizia - ha detto - c’è nel programma, ma non si fa a colpi di emendamenti. Con corrotti e corruttori andrei giù con il martello pneumatico, ma valutiamo bene il fatto che i processi non vadano avanti dieci anni perché indegno di un Paese civile".

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