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Inps, grava quota 100: boom di pre-pensionamenti

Inps, grava quota 100: boom di pre-pensionamenti

· Redazione AV LIVE

Italia

Quota 100 e blocco dell’aumento dei requisiti per le pensioni anticipate spingono in alto i pensionamenti Inps del primo semestre dell’anno in corso. E se non è una vera fuga verso l’uscita, perché i nuovi canali operativi dalla primavera scorsa sono stati gettonati meno delle previsioni del governo, è altrettanto vero che i lavoratori hanno comunque utilizzato in massa le nuove opportunità di lasciare il lavoro in anticipo. Nei primi sei mesi del 2019 le pensioni liquidate dall’Inps nel complesso delle gestioni sono 233.080, di cui 96.679 sono pensioni di anzianità/anticipate. Un andamento sostenuto dall’effetto dell’avvio di Quota 100 a partire da aprile (ossia la possibilità di uscire prima con almeno 62 anni di età e 38 anni di contributi) e dalblocco dell’incremento dei requisiti per l’accesso alla pensione anticipata, previsto da quest’anno. Al contrario le pensioni di vecchiaia si fermano a 28.859, per effetto dell’aumento dell’età (a 67 anni) per l’uscita. Da gennaio 2019 è infatti scattato l’aumento del requisito di età richiesto per la pensione di vecchiaia, in seguito all’incremento di cinque mesi della speranza di vita. Nel complesso, però, l’importo medio degli assegni, sempre nei primi sei mesi dell’anno, risulta in aumento a quota 1.159 euro (1.084 euro era la media 2018). Rimane ugualmente significativa la quota dei pensionamenti per i superstiti, che raggiungono la cifra di 88.486 nuovi assegni. Quota 100, dunque, ha spinto in avanti le uscite, ma restando al di sotto delle previsioni del governo. Al 22 luglio scorso, infatti, le domande per lasciare il lavoro con la formula indicata arrivano a 162 mila: il che vuol dire che a fine anno, secondo le stime, si arriverà a una cifra del 30 per cento in meno di quanto stimato. Da qui il recupero di oltre un miliardo di risparmi nel decreto legge di qualche settimana fa, destinato a evitare la procedura d’infrazione.

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