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Il Picerno banchetta al "Partenio-Lombardi": fischi e contestazione per uno spento Avellino

Il Picerno banchetta al "Partenio-Lombardi": fischi e contestazione per uno spento Avellino

· Redazione AV LIVE

U.S. Avellino

L’Avellino si ferma sul più bello. Al terzo match al “Partenio-Lombardi” in otto giorni la squadra di Rastelli si inchina ad un solido ed organizzato Picerno, che conferma di essere la più bella sorpresa del girone C. LA PARTITA – Rastelli sceglie la coppia centrale Auriletto-Benedetti, a protezione di Marcone, che rimpiazza l’infortunato Pane tra i pali. A centrocampo c’è Matera, fuori per scelta tecnica Maisto. Cambia il volto del tridente con il ritorno di Trotta e Russo dal primo minuto, a supporto di Marconi. La squadra biancoverde spinge subito sull’acceleratore con gli strappi di Russo, che al 4’ inventa per trotta che di testa fallisce una ghiotta occasione spedendo il pallone fuori. Russo è sempre attivissimo, al 12’ riceve il pallone sul fronte sinistro, si accentra e scarica un bolide che Albertazzi respinge con i pugni. Il Picerno pressa e randella. Si lotta in mezzo al campo, Casarini viene ammonito e salterà la partita di Taranto. L’Avellino si riaffaccia in avanti alla mezz’ora ma Casarini e Marconi si ostacolano al momento del tiro agevolando il compito della difesa lucana. Al 36’ Benedetti chiede il cambio per una botta al ginocchio sinistro, al suo posto entra Sottini, all’esordio con la maglia biancoverde. Ci sono anche tracce offensive del Picerno che al 39’ si attiva sulla sinistra con Guerra che crossa per Santarcangelo che è impreciso nell’inzuccata di testa. Avanza il baricentro la compagine di Longo che ha maggior possesso palla ma non crea. L’Avellino non è brillante, sembra stanca in molti interpreti e non incide. Dopo l’intervallo, Rastelli inserisce Di Gaudio e Mazzocco per Trotta e Casarini. Il tecnico dei lupi cerca la scossa ma trema, come tutto il popolo biancoverde, al 52’ quando Esposito raccoglie la respinta con i pugni di Marcone ed inventa uno splendido tito a giro che timbra il palo. E’ l’aperitivo al vantaggio dei lucani che al 55’ colpiscono di rimessa con Santarcangelo su appoggio di Ceccarelli sfruttando l’ennesimo blackout della difesa irpina. Sulle ali dell’entusiasmo il Picerno va vicino al raddoppio con l’ex Ceccarelli, che dopo una discesa di oltre 40 metri, scarica la sua conclusione tra le braccia di Marcone. L’Avellino è sulle gambe. Fuori D’Angelo, entra Tounkara per il 4-2-3-1 con la speranza di dare maggiore velocità e brio ad una squadra abulica ed in difficoltà fisica. Il Picerno è solido, sa difendersi ed è sempre abile nelle ripartenze. Il match diventa complicato per la squadra irpina che protesta al 78’ per un intervento di Novella su Di Gaudio in area di rigore ma l’arbitro ammonisce l’esterno biancoverde per simulazione. Garcia spreca il raddoppio a tu per tu con Marcone, l’Avellino è ancora in piedi ma è lento e farraginoso nella manovra. Tanti cross in area senza effetto. Il Picerno fa muro e raddoppia all’85’: si apre una voragine nella retroguardia irpina sulla triangolazione degli ospiti, Gallo entra indisturbato in area e trova sul tirocross la deviazione di Sottini che spiazza Marcone. Lupi al tappeto, cori della Curva Sud contro società, Rastelli e calciatori. Fischi e contestazione per l’Avellino, tre punti ed applausi per il Picerno che continua a sognare.

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