
Il Coronavirus frena i viaggi: ecco cosa succede ora
· Redazione AV LIVE
Attualità
Il Covid-19 ha messo in crisi il settore del turismo, ha penalizzato chi doveva intraprendere viaggi di svago o di lavoro, chi da tempo aveva programmato un soggiorno all’estero e così via. Si pone quindi la questione dei rimborsi delle somme già versate. A questo proposito scendono in campo le associazioni del comparto del turismo organizzato: Astoi Confindustria Viaggi, Aidit, Assoviaggi e Fto per fare chiarezza sull’utilizzo dei voucher per i rimborsi da Covid-19, ed affermano che la scelta è solo in capo all’organizzatore. ASTOI Confindustria Viaggi, nata nel 2000 dalla fusione di ASTOI e Assotour, rappresenta oltre il 90% del mercato del tour operating italiano.www.astoi.com. AIDIT è l'Associazione di categoria delle imprese che operano nel settore delle Agenzie di Viaggi aderente a Federturismo Confindustria. Le Associazioni comunicano infatti le associazioni di categoria che "tenuto conto della specificità della situazione contingente, il Legislatore italiano si è attivato adottando misure urgenti volte a contrastare la diffusione del virus covid-19 e, al contempo, a contenere gli effetti negativi che esso sta producendo sul tessuto socio-economico nazionale”. Si fa riferimento al Decreto Legge 2 marzo 2020, n. 9, che dispone le misure relative al "Rimborso di titoli di viaggio e pacchetti turistici, all’art. 28, comma 5". Il decreto recita che "In caso di recesso, l’organizzatore può offrire al viaggiatore un pacchetto sostitutivo di qualità equivalente o superiore, può procedere al rimborso nei termini previsti dai commi 4 e 6 dell'art. 41 del citato decreto legislativo 23 maggio 2011, n.79, oppure può emettere un voucher, da utilizzare entro un anno dalla sua emissione, di importo pari al rimborso spettante". Le associazioni di cui sopra affermano che il testo non lascia adito a dubbi circa il fatto che la scelta in merito alle gestione delle conseguenze del recesso dal pacchetto turistico – con l’adozione di una tra le opzioni indicate - è rimessa esclusivamente all'organizzatore (tour operator o agenzia di viaggio) e non al viaggiatore, contrariamente a quanto affermato da alcune Associazioni di Consumatori.
