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Il Calcio Avellino si isola: il silenzio dei colpevoli

Il Calcio Avellino si isola: il silenzio dei colpevoli

· Massimo Ieppariello

U.S. Avellino

Il Calcio Avellino si isola. Da questa mattina la squadra biancoverde si allenerà a porte chiuse per preparare il match casalingo contro la Vis Artena. La decisione è stata adottata dopo la sconfitta di Aprilia che ha scatenato polemiche ed ha alimentato il malumore della piazza. La squadra non ha gioco nè identità, Graziani scarica le colpe sul gruppo ma incassa, insieme a Musa, di nuovo la fiducia della proprietà che è assente. Nessuna scossa, resta tutto così anche la terza sconfitta nelle ultime tre trasferte avrebbe dovuto determinare ben altri provvedimenti. Il Calcio Avellino, invece, sceglie la strada del silenzio e dell'isolamento. Come nel recente passato. Una decisione illogica considerando che i tifosi sono giustamente delusi ed arrabbiati per le prestazioni negative ed imbarazzanti di una squadra, incapace di costruire una manovra lineare, e per la gestione di un allenatore, che non ha mai recitato il mea culpa per le sconfitte ed, appena una settimana fa, aveva definito inutile il ricorso agli allenamenti a porte chiuse. Questa mattina, invece, il dietrofront a conferma delle idee poco chiare di una società che ha già commesso troppi errori in fase di costruzione e sta rischiando di perdere la fiducia e l'ottimismo che si erano generati nell'ambiente a metà agosto. Il ds Musa non vede nero. Beato lui. La sensazione è che questa squadra, assemblata male ed in fretta, abbia troppe lacune che soltanto altri interventi importanti sul mercato potrebbero colmare. Il bonus della pazienza è finito. Fatti e meno chiacchiere, altrimenti la promozione in serie C resterà un'utopia.

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