
I millennials e il "mondo virtuale"
· Carmine Gaita
Attualità
“Millennials” o “Generazione z” sono appellativi con cui ci riferiamo ai nati dal 2000 in poi. Un’altra definizione spesso data a questa generazione ma certamente più nostrana è quella di “nativi digitali”. I nati nel pieno dell’era del digitale e del web, un campo in continua evoluzione negli anni. Instagram, Facebook, Whatsapp, Tik Tok sono i nomi dei social più diffusi al giorno d'oggi. Fra questi il più gettonato è sicuramente WhatsApp. Un'app di messaggistica istantanea che è radicata in tutto il globo e che è stata acquisita da Facebook già da qualche tempo. E Zuckerberg ha di sicuro l'occhio attento. Solo in Italia conta oltre 32 milioni di utenti, cioè circa il 54% della popolazione, e non si tratta di soli millennials, ma si ritrova una buona fetta della fascia di popolazione adulta. Il pregio di queste applicazioni è sicuramente quello di tenere in contatto un numero indefinito di persone annientando di fatto ogni distanza in pochi istanti . Questo aspetto si è rivelato utile soprattutto in tempi di Covid-19. Tuttavia, a volte rischiamo di perderci a causa dei social, attribuendo fin troppa importanza ad un mondo finto, fatto di storie e di filtri, mettendo di conseguenza in disparte quello reale. La dimensione virtuale è piena di insidie, come ben sappiamo tutti. Basti pensare al Revenge Porn: fenomeno tristemente diffuso negli ultimi anni sulla piattaforma Telegram. A destare preoccupazione continua anche il cyberbullismo, un problema "cronico" e ben radicato nella società, che troppe volte colpisce soprattutto i giovanissimi. Secondo una stima Istat, in Italia circa 4000 persone all’anno si suicidano a causa del cyberbullismo, e il 5% dei soggetti sono under 24. Sarebbe sbagliato, certo, denotare solo gli aspetti negativi dei social network. L’online oggi è diventato anche un’opportunità di guadagno per molti ragazzi. Infatti, c’è chi utilizza il vasto mondo di Instagram come il proprio “ufficio di lavoro”, pubblicizzando ai follower prodotti di propria produzione o di terzi e mostrando così una spiccata vocazione all’ecommerce.
