
I giovani e l’alcol durante la pandemia
· Carmine Gaita
Attualità
Le restrizioni durante la pandemia da Covid-19 hanno limitato l’azione di attività come ristoranti, bar, pizzerie. Il fine ultimo, però, era quello di evitare gli assembramenti? Ma questi sono stati evitati davvero? Effettivamente no. L’alcol, un prodotto attorno al quale si creano assembramenti per bere in compagnia, è comunque circolato. Sono cambiati solo i luoghi in cui ha fatto da protagonista. Un ragionamento molto comune è stato : "Se non si può bere al bar, si beve a casa con gli amici". Il binge drinking (per intenderci, bere grandi quantità alcoliche in un breve lasso di tempo compreso tra le 2 e le 3 ore) è un fenomeno che ovviamente non è nato con la pandemia, ma riguarda la nostra società da anni. Consultando l’ISTAT, ci risulta che nel 2019 il 66,8% della popolazione italiana dagli 11 anni in su ha consumato almeno una bevanda alcolica, mentre nel 2020 (primo anno di pandemia) il 66,4%. Come vediamo, il rapporto è stabile. La stessa indagine ci dice, comunque, che c’è una lieve crescita per quanto riguarda il consumo di alcol giornaliero: 20,2% nel 2019 e 20,6% nel 2020. Il pericolo alcolico è qualcosa che riguarda tutti, senza distinzioni di sesso: sia ragazzi sia ragazze. Un articolo pubblicato dal Centro Studi Livatino il 21 agosto 2021 (titolo : “Bevande alcoliche: aumenta il consumo fra gli adolescenti”) ci dice che nel 2020 circa il 18% dei consumatori di alcol sono minorenni: si tratta di buona parte della percentuale sopra indicata. Ciò dimostra un ulteriore problema non inferiore a quello di cui si sta parlando: la facilità con cui si elude il divieto, imposto dalla legge, di consumare alcol per chi non ha raggiunto la maggiore età. Il quotidiano online “modenatoday” riporta, in un articolo del 1 aprile 2022 (titolo : “Abuso di alcol cresciuto durante la pandemia, sempre più giovani seguiti dall’Ausl”), che nel 2021 sono 1510 (a fronte dei 989 del 2020) le persone seguite per problemi di alcol dai Servizi dipendenze patologiche legati all’Azienda Sanitaria Locale. Tra i nuovi ingressi del 2021 ci sono 29 ragazzi con età sotto i 29 anni: una spia che la dipendenza da alcol si sta allargando al mondo giovanile. Certo, è impensabile un mercato senza alcol, e non è sicuramente questa la soluzione da prendere in considerazione. Bisogna, però, avere un controllo maggiore sulle attività interessate, come i bar, al fine di evitare che bevande alcoliche finiscano nelle mani di minorenni. Non sarebbe male, inoltre, che chi ha raggiunto la maggiore età imparasse una dote fondamentale: il senso della misura.
