
"I Cittadini in Movimento": ecco le linee guida del programma
· Redazione AV LIVE
Politica
Lungo ed articolato il programma de "I Cittdini in Movimento" che sostengono la candidatura di Massimo Passaro a sindaco di Avellino. "Noi rispondiamo con la candidatura alla provocazione che rivolgiamo oggi anche a tutti i cittadini Avellinesi “non chiedere cosa la tua città può fare per te, chiediti cosa puoi fare tu per la tua città”. Queste sono le linee guida del nostro programma: - PER UNA AVELLINO IN MOVIMENTO ELETTRICO Ai cittadini deve essere riconsegnata una piena mobilità. Sette mesi di ordinanze antismog, contro l’utilizzo delle autovetture datate, hanno dimostrato l’inutilità del provvedimento. Innanzi ad un futuro dell’automobile elettrico non esistono altri modi se non l’installazione di colonnine di ricarica uso pubblico. Il Comune di Avellino dovrà approvare una delibera di schema di protocollo d’intesa per lo sviluppo di una rete di ricarica per la mobilità elettrica in città ad oggi la società Enel-X, nei suoi piani strategici, si propone di installare 14.000 colonnine di ricarica. Altresì il Comune di Avellino dovrà aderire alla “Carta Metropolitana sulla Elettromobilità” promossa da Ancitel. La carta focalizza l’attenzione su cinque azioni concrete per la diffusione della mobilità elettrica nelle aree urbane: 1. Offrire al consumatore valide motivazioni per il cambiamento culturale; 2. Accelerare lo sviluppo di una rete di ricarica accessibile al pubblico; 3. Ampliare la possibilità di ricarica negli immobili residenziali ed aziendali; 4. Dare un forte impulso allo “Sharing” con mezzi elettrici; 5. Stimolare l’introduzione di mezzi elettrici nei segmenti di mobilità di maggior efficacia e praticabilità. - PER UNA CITTA’ DEI DIRITTI Avellino è ormai caos. Sono settimane che l’amministrazione ha deciso di elevare sanzioni amministrative nei confronti degli automobilisti non in regola con la ricevuta oraria di pagamento. A. Tale atteggiamento della Pubblica amministrazione sarebbe corretto se la stessa rispettasse le regole della equa esistenza sulle arterie cittadine, escluso quanto annunciato dalla norma, di parcheggi a pagamento e parcheggi liberi così come previsto dal Codice della Strada, dal Ministero e da innumerevoli sentenze della Cassazione. 1. L’art. 7 punto 8 del Cds sancisce quanto segue: “8. Qualora il comune assuma l'esercizio diretto del parcheggio con custodia o lo dia in concessione ovvero disponga l'installazione dei dispositivi di controllo di durata della sosta di cui al comma 1, lettera f), su parte della stessa area o su altra parte nelle immediate vicinanze, deve riservare una adeguata area destinata a parcheggio rispettivamente senza custodia o senza dispositivi di controllo di durata della sosta. Tale obbligo non sussiste per le zone definite a norma dell'art. 3 "area pedonale" e "zona a traffico limitato", nonché per quelle definite "A" dall'art. 2 del decreto del Ministro dei lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 97 del 16 6 aprile 1968, e in altre zone di particolare rilevanza urbanistica, opportunamente individuate e delimitate dalla giunta nelle quali sussistano esigenze e condizioni particolari di traffico”; 2. la circolare, prot. N° 1712 del 30.03.2012, del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti ribadisce la necessità della presenza di parcheggi liberi in prossimità delle strisce blu e chiarisce il concetto di “Immediate vicinanze”. 3. La Cassazione sancisce l’illegittimità delle multe sulle strisce blu quando il Comune non abbia predisposto, in aree adiacenti, spazi adibiti alla sosta libera. Insomma, strisce blu e strisce bianche devono alternarsi, affinché l’utilizzo dei parcheggi a pagamento non diventi un business per Comune. (Cassazione n. 18575/2014), ( ex multis, Trib. Roma n. 16885/2012), (Sezioni Unite della Corte di Cassazione, n. 116/2007),(cfr. Cass. n. 16237/2006). B. Allo stesso modo negli ultimi anni il Comune di Avellino non si è, negli anni, mai dotato di strumenti di pagamento (Parchimetri) adeguati alle esigenze del cittadino: - i parchimetri non sarebbero regolari in quanto prevederebbero il pagamento della sosta esclusivamente con le monete e non con le banconote. Insomma non danno il resto. Con il risultato che tutti quelli che non hanno in tasca le monete non possono utilizzare il parchimetro e quindi parcheggiare la propria auto senza incorrere in multe per il mancato pagamento della sosta. - La Legge di Stabilità 2016 che ha esteso anche al parchimetro la necessità di accettare pagamenti effettuati attraverso carte di debito e carte di credito, salvo “oggettiva impossibilità tecnica”. Nel caso specifico il Comune di Avellino non ha ad oggi mai adeguato i parchimetri. Gli automobilisti che non siano in grado di acquistare il ticket per mancanza del pos, potrebbero quindi sentirsi legittimati a non pagare. C. Altresì andrebbe adeguata la segnaletica stradale ai sensi dell’art. 157 lett.f Cds. “vieta all’automobilista di parcheggiare entro i 5 metri da un incrocio e/o in prossimità di un cartello segnaletico”. Tale articolo per analogia è estendibile anche alla corretta realizzazione della segnaletica orizzontale. D. Ai sensi dell’art. 7, comma 6 del Codice della Strada (CdS) recita che: "Le aree destinate al parcheggio devono essere ubicate fuori della carreggiata e comunque in modo che i veicoli parcheggiati non ostacolino lo scorrimento del traffico" e tenuto conto che la carreggiata è, secondo l'art. 3, n. 7 del CdS: "parte della strada destinata allo scorrimento dei veicoli; essa è composta da una o più corsie di marcia ed, in genere, è pavimentata e delimitata da strisce di margine", ne discende che i parcheggi a pagamento posti per strada lungo i marciapiedi e delimitati dalle sole strisce blu - o di altro colore, ma comunque senza che la sede stradale di scorrimento del traffico sia specificamente delimitata in altro modo - si 7 troverebbero dentro la carreggiata e sarebbero, dunque, illegittimi, con ogni conseguenza in tema di impugnabilità delle relative contravvenzioni. Negli anni passati, poi, si sono viste alcune pronunce dei vari Giudici di Pace del territorio italiano, competenti per questa materia, che sposavano tale tesi. A fugare i dubbi, nei limiti del possibile, è stata di recente la Corte di Cassazione con la sentenza n. 9676/2007. Oggi più che mai Avellino ha bisogno di “Diritti e non solo di Doveri”. - PER UNA CITTA’ NORMALE PULITA, CON MENO TASSE, PIÙ EFFICIENTE E SENZA SPRECHI. Ai cittadini, molto semplicemente, va promesso di recuperare la normalità che dovrebbe avere un capoluogo di provincia, il che significa: - creare una macchina comunale funzionante, più trasparente ed efficiente, ma soprattutto al servizio del cittadino; - lavorare per avere strade pulite e senza buche, marciapiedi sistemati, vigili in strada; - ridurre i costi di gestione al minimo per alleggerire il carico tributario che grava in modo insopportabile sulle famiglie e sull’economia cittadina e per recuperare al contempo risorse finanziarie da investire in servizi primari; - eliminare le consulenze e gli incarichi esterni, valorizzando le risorse interne già esistenti; - creare un assessorato con delega specifica alla riduzione delle tasse attraverso la lotta agli sprechi. Una città “normale” vuol dire rifiuti zero (la sera Avellino diventa un’unica discarica) ed opere 8 pubbliche finalmente compiute. Ciò significa potenziare e riorganizzare la raccolta differenziata, risolvere l’annoso problema del Mercatone, dell’autostazione, del Macello Comunale, del Teatro, dell’ex Gil, della Casina del Principe, di Villa Amendola. Una città “normale” vuole dire anche un modo diverso di gestire la cosa pubblica, con la più larga condivisione possibile dei progetti da mettere in campo, una moderna ed adeguata comunicazione alla città delle iniziative adottate e condivisione delle scelte con i vari portatori di interesse. Una città “normale” vuol dire soprattutto garantire una buona amministrazione della cosa pubblica che, a sua volta, vuol dire anche programmare per tempo e con avvedutezza. L’impegno che solennemente assumiamo è quello di programmare con largo anticipo le attività amministrative, non solo quelle che riguardano i lavori pubblici, evitando scelte improvvisate ed affrettate, con inevitabili sprechi ed inefficienze. Il primo obiettivo è quindi garantire un Comune efficace, efficiente, trasparente e veloce. - PER DIFENDERE LA CITTA’ OSPEDALIERA contro l’accorpamento (in realtà smembramento) della Città ospedaliera di Avellino con l’Ospedale di Solofra. Il 19 aprile la Regione Campania ha emesso un decreto, il n. 29, con il quale il Governatore ha ritenuto necessario accorpare il Landolfi di Solofra all’Azienda Ospedaliera Moscati di Avellino, dislocando alcuni reparti da Avellino a Solofra, così privando la Città ospedaliera e gli avellinesi di reparti importanti. Abbiamo impiegato 50 anni per accorpare tutti i reparti presso la Città ospedaliera ed ora stiamo tornando indietro. Stranamente la Regione Campania provvede tempo fa a chiudere il presidio ospedaliero di Bisaccia che si trova in una zona disagiata, mentre decide frettolosamente di investire, con un grande dispendio di risorse pubbliche, su un ospedale come il Landolfi che è posizionato ad un distanza di circa 10 km da due plessi ospedalieri come quelli di Avellino e Mercato Sanseverino e non lontano dall’Ospedale di Salerno. Il Landolfi è un ospedale che, seppure vanta la presenza di un pronto soccorso, manca di reparti fondamentali per l’arrivo di pazienti “in acuto” (con gravi crisi in atto) quali la rianimazione, la cardiologia con l’emodinamica, l’urologia, la neurochirurgia, tutte specialità necessarie a poter gestire un paziente in gravi condizioni. Molti anni fa, per evitare gli sprechi economici derivanti anche dal continuo via vai di ambulanze, che dalla periferia si disperdevano tra i 4 plessi ospedalieri allora 9 attivi (il Capone, il Maffucci, Viale Italia e Monteforte), si pensò di creare l’Azienda Ospedaliera di secondo livello. Nel 2018, in barba alla più elementare logica, dall’alto decidono di decentrare i reparti, scegliendo di trasferire al Landolfi oculistica e geriatria, lasciando un’azienda di 2° livello, quale il Moscati, senza tali reparti essenziali e costringendo tutti i pazienti a raggiungere Solofra con tutti i disagi dovuti alla galleria spesso interrotta (una tra le 13 gallerie più pericolose di Italia), una viabilità insufficiente ed inidonea anche per la mancanza di una corsia di emergenza. Non si vede come si possa gestire un paziente geriatrico, che è un paziente complesso, senza il supporto delle altre branche. Lo stesso può dirsi per l’oculistica. In breve viene compromessa la possibilità di curare i pazienti con un approccio multidisciplinare. La Città Ospedaliera perde alcuni reparti (oculistica e geriatria) in favore dell’Ospedale di Solofra, dopo che nel 2017 sono stati già soppressi i reparti di terapia geriatrica intensiva e di terapia antalgica. Rimane, poi, il duplicato di alcuni reparti tra le due strutture di Avellino e Solofra, come pediatria, ginecologia, medicina generale ed ortopedia. Inoltre vengono istituiti ad Avellino reparti che hanno natura prettamente ambulatoriale. Si preferisce, poi, mantenere un pronto soccorso dove manca la possibilità di poter fare la differenza tra la vita e la morte di un paziente, piuttosto che potenziare quello del Moscati che patisce sotto una cronica mancanza di personale che ha portato anche ad aggressioni fisiche nei confronti dei medici, sopraffatti dai tanti pazienti che vi affluiscono. Si decide di investire capitali ingenti su una struttura fatiscente, mentre mancano infermieri e medici in tutti i reparti della Città ospedaliera. Al Landolfi, inoltre, si riproporrà il problema dell’assenza di un’area di parcheggio adeguata (faticosamente risolto al Moscati dopo molti anni) e di infrastrutture, nonché la mancanza di un adeguato trasporto pubblico. Noi ci battiamo per una città che deve imparare a gestire la salute dei cittadini non quantitativamente creando disservizi, ma qualitativamente attraverso il miglioramento ed il potenziamento della Città ospedaliera “Moscati” affinché possa gestire un paziente “in acuto” facendo la differenza”. - PER UNA CITTÀ DELLO SVILUPPO E DELLA CRESCITA, NEL TURISMO, NEL COMMERCIO, NELL’ARTIGIANATO, NEL FOLKLORE. Il rilancio della nostra Città deve partire dalla laboriosità, dalla capacità di industriarsi, dall’indole reattiva del popolo avellinese. Ciò significa valorizzare le nostre attività produttive tradizionali nelle varie sfaccettature, soprattutto il turismo religioso e paesaggistico attraverso attività capillari di promozione turistica e commerciale, nonché iniziative culturali, spettacoli, riscoperta del manufatto artigianale e folklore programmati, sfruttando anche i fondi regionali attraverso una progettazione mirata. Ad ogni modo, il turismo, la cultura, l’ambiente, il commercio, l’artigianato, le tradizioni, sono i punti strategici su cui investire. La nostra Città, ribadiamo, ha bisogno di un turismo di qualità. - PER LA “CITTA’ DELL’INTRATTENIMENTO” In tale contesto si inserisce l’idea progettuale di organizzare lo svago ed il tempo libero. La “CITTA’ DELL’ INTRATTENIMENTO” deve realizzarsi attraverso la creazione di esercizi commerciali (Bar, ristoranti, pub, negozi, cinema multisala, teatro e spazi per concerti all’aperto…), anche consorziati tra loro, da localizzarsi in determinate aree della città con i relativi sottoservizi (parcheggi, bagni pubblici..). I locali commerciali potrebbero trovare ad esempio la giusta collocazione anche nell’ambito della progettazione del nuovo Mercatone, nella struttura presente in Piazza Kennedy (mai locata dal 11 Comune) o in zone periferiche non sviluppate. L’obiettivo è creare una città smart, moderna, dinamica, efficiente, vivace, non più una città “ghost”, cioè fantasma, senza un’anima ed abbandonata. - PER UNA CITTA’ VERDE La città di Avellino deve tornare ad essere la verde Irpinia. Va riorganizzato il verde in tutta la città. Appare fondamentale anche la realizzazione, in sinergia con l’imprenditoria privata, di un parco denominato “Terra di Mezzo” a Fondovalle Fenestrelle nel bosco, attrezzato con strutture per l’attività sportiva ad impatto ambientale zero e con i necessari sottoservizi, in modo da creare un polmone verde nella città fruibile da tutti, il che potrebbe diventare anche un luogo di interesse 12 turistico sul nostro territorio con consequenziale ritorno economico ed occupazionale. Ci impegneremo per un moderno ritorno all’agricoltura, promuovendo la produzione biologica, il ripristino di terreni abbandonati anche con la diffusione degli orti urbani da assegnare non solo agli anziani, ma anche a giovani coppie, sosterremo un’agricoltura impegnata a sviluppare un dialogo con il cittadino- consumatore, avvicinando la città alla campagna, attraverso la realizzazione di mercatini stabili dei prodotti tipici, con le bancarelle dei produttori agricoli locali che esercitano la vendita diretta. - PER UNA CITTÀ SOLIDALE PIÙ INCLUSIVA PER I DIVERSAMENTE ABILI, CON PIÙ SERVIZI E TUTELE PER I MINORI, GLI ANZIANI ED I PIÙ DEBOLI. Il nostro obiettivo è quello di creare una città più solidale, una città finalmente per i cittadini. Nel nostro programma sono una priorità le politiche a sostegno della famiglia, che consideriamo una risorsa fondamentale e luogo di educazione ed, in quanto tale, non può essere solo destinataria di politiche assistenziali. In agenda, infatti, ci sarà un nuovo patto sul welfare che coinvolga tutti gli attori e rafforzi la cooperazione pubblico-privato (enti, associazioni, volontariato, parrocchie, aziende), che sia capace di stabilire sempre di più un welfare di sussidiarietà orizzontale. E’ fondamentale, inoltre, difendere il diritto allo studio a partire dalle scuole dell’infanzia, mantenendo la presenza sul territorio delle istituzioni scolastiche pubbliche nonché promuovere iniziative di sostegno per i giovani talenti e per le imprese giovanili e femminili. Rafforzare la lotta contro ogni forma di dipendenza, ad esempio quella legata all’azzardo ed ad 13 internet nei giovani (isolamento dentro la dimensione della stanza e del computer, detto “hikikomori”), con il coinvolgimento delle agenzie culturali e formative. Promuovere una cultura che individui nel disabile una risorsa da tutelare. In particolare, sono nostri obiettivi il sostegno all’inserimento lavorativo dei disabili attraverso il collocamento mirato, la formazione culturale degli stessi anche attraverso l’uso delle nuove tecnologie, l’abbattimento delle barriere architettoniche rendendo più agevole l’accessibilità a tutti gli edifici pubblici ed ai luoghi di cultura, svago e spettacolo. “I CITTADINI IN MOVIMENTO” intendono lavorare affinché il cittadino sia al centro del sistema sociale ed è impegnata a promuovere un welfare cittadino che non si limiti a contrastare situazioni di disagio, ma affermi nuovi standard di benessere. Un welfare cittadino per le famiglie, per le persone disabili, per i senza tetto e per i giovani. Attraverso la programmazione, l'organizzazione e la gestione di servizi si individueranno le iniziative atte ad alleviare e a prevenire situazioni di bisogno, disadattamento, emarginazione, di singoli o famiglie. A tal proposito si richiederà anche la collaborazione di professionalità esterne presenti sul territorio comunale. Servizi previsti: 1. Misura di contrasto della povertà, dedicato ai Disabili ed ai senza tetto, il cosiddetto “Reddito d’Inclusione” attuabile a mezzo l’Azienda Consortile appartenente al Piano di Zona; 2. Attuazione del P.E.B.A. (paino di eliminazione delle barriere architettoniche) ai sensi dell’art. 9 della Convenzione ONU per i diritti dei Disabili; 3. Istituzione del Garante per la Disabilità; 4. Mobilità Urbana Disabili, rimozione barriere architettoniche, ed ampliamento dei poteri dei punti di ascolto in dotazione al Comune di Avellino; 5. Istituzione dei Centri Diurni per i Diversamente Abili; 6. Potenziamento del Sistema scolastico ed adeguamento dei pubblici edifici e del trasporto pubblico a favore dei disabili; 7. Interventi di prevenzione, promozione, e aggregazione sociale: servizio rivolto ai giovani e alle famiglie, attraverso iniziative di carattere educativo, culturale, sportivo, ricreativo. 8. Assistenza economica e pronto intervento: servizio rivolto a garantire sufficienti risorse economiche a singoli o a nuclei familiari che si trovino in situazioni di forte disagio o necessità. 9. Realizzazione di una struttura dedicata ai senza tetto 14 10. Assistenza Domiciliare Integrata: con servizi sanitari, consistente in prestazioni di cura della persona, assistenza sociale, sostegno relazionale rivolto ai singoli, disabili, nuclei familiari, malati terminali. 11. Istituzione Servizio Sociale Comunale in forma singola o Distrettuale (Legge quadro n. 328/2000 – Legge Regionale 23/2003. - PER UNA CITTÀ DEL SAPERE NELLA PROMOZIONE DELLA CULTURA E DELLA FORMAZIONE L’investimento nella cultura ha come ritorno lo sviluppo dell’intero sistema socioeconomico del territorio. Nel nostro programma le politiche culturali rappresentano un'opportunità di crescita e di rilancio complessivo della città. Vi è la necessità di: lavorare per una città che ospiti eventi e dibattiti culturali di alto livello nel dibattito scientifico, culturale a livello nazionale; rafforzare le manifestazioni locali che hanno dimostrato la capacità di attrazione e di crescita culturale della comunità e opportunità di scambio reale di esperienze; valorizzare e meglio coordinare il grande patrimonio folkloristico (Zeza di Belizzi e Palio della Botte….) fondato sull’entusiasmo di migliaia di concittadini; rilanciare in sede nazionale il meglio del nostro folklore; dare sempre più dignità e supporto alla produzione creativa locale in tutti i campi artistici e culturali; ridare alla città un teatro comunale degno di questo nome; promuovere Avellino come città della formazione, utilizzando come centri di formazione la casina del Principe, Villa Amendola e l’ex Gil, che va completato adibendolo a centro formativo e congressi e per i grandi eventi. instaurare uno stretto rapporto di scambio e coinvolgimento con l’Università degli Studi di Salerno per attivare corsi di formazione nella nostra città. Nello stesso tempo, occorre mettere in campo un'opera di manutenzione degli edifici scolastici anche attraverso dei project financing, che sono i luoghi dove i nostri figli passano buona parte del loro tempo e che già per questo devono essere strutture sicure, sane, funzionali. Da qui il nostro proposito di attuare un programma di manutenzione, di adeguamento strutturale, 15 funzionale ed energetico del nostro patrimonio di edilizia scolastica. - PER UNA CITTÀ DEL BENESSERE, DOVE LA QUALITÀ DELLA VITA DEI CITTADINI E’ UNA PRIORITÀ. Il Comune deve essere il garante del diritto dei cittadini al benessere. A tal fine il Comune deve promuovere, in sinergia con le diverse realtà istituzionali e associative del territorio, l’educazione alla salute nonché a stili di vita sani, oltre che, ovviamente, l’educazione motoria e la promozione delle attività sportive. Nella città del benessere che sogniamo, la mobilità e il traffico rappresentano una delle sfide più importanti per il futuro della nostra città. La sfida è quella di garantire a tutti la possibilità di muoversi, perché questo è fondamentale per il lavoro, le relazioni e il tempo libero; potenziare il trasporto pubblico significa ridurre l’utilizzo dell’automobile, l’inquinamento, migliorare la qualità urbana. Per promuovere e garantire lo sviluppo del trasporto pubblico urbano nel centro cittadino, appare necessario favorire in particolare gli automobilisti residenti nelle frazioni, offrendo loro la possibilità con unico ticket di parcheggiare nelle aree in prossimità del centro storico ed il collegamento con il centro stesso attraverso un servizio navetta; incentivare, inoltre, l’uso della bicicletta. Un ruolo non meno importante per migliorare la qualità alla vita degli Avellinesi avranno anche le politiche sportive, che possono determinare il decisivo miglioramento del benessere individuale e la crescita della qualità della vita e della coesione sociale. La città di Avellino ha un patrimonio impiantistico sportivo datato che non riesce a garantire gli standard qualitativi e di sicurezza. Ci sono problemi di manutenzione straordinaria ed ordinaria. Bisogna lavorare per la realizzazione di impianti sportivi moderni, anche puntando a forme di cooperazione pubblico privato nella realizzazione e gestione delle strutture sportive cittadine. PER UNA CITTA’ SICURA - Su tutto, però, occorre garantire la legalità perché essa è il presupposto della sicurezza urbana, che è un bene da salvaguardare e proteggere come diritto primario di tutti i cittadini. Il cd. DECRETO SICUREZZA, recentemente convertito in legge interviene in vario modo ad assicurare la tranquillità delle città. Tra le novità più importanti c'è quella che prevede l'introduzione di telecamere di sorveglianza per combattere la criminalità. In particolare, con il nuovo intervento, si introduce la possibilità di installare dei sistemi di videosorveglianza cittadina a seguito di progetti che non saranno di competenza esclusiva dei Comuni ma potranno essere presentati anche dai privati. Più nel dettaglio, la titolarità del potere di presentare progetti di sorveglianza è posta in capo ai seguenti soggetti: - gli enti gestori di edilizia residenziale, - gli amministratori di condominio, - le imprese, anche individuali, dotate di almeno dieci impianti, - le associazioni di categoria, - i consorzi o i comitati comunque denominati costituiti fra imprese, professionisti o residenti. La nuova videosorveglianza privata avverrà attraverso dei sistemi tecnologicamente avanzati. Questi dovranno essere dotati di software di analisi video che consenta il monitoraggio attivo con invio di allarmi automatici a centrali delle forze di polizia o di istituti di vigilanza privata convenzionati. 17 Tuttavia, l'installazione sarà possibile solo se inserita tra le esigenze specifiche di "sicurezza urbana". Per incentivare la nuova videosorveglianza il decreto sicurezza fa leva anche sulle detrazioni dall'IMU o dalla TASI che il Comune di Avellino dovrà deliberare in favore dei soggetti che assumono a proprio carico delle quote degli oneri di investimento, di manutenzione e di gestione dei sistemi tecnologicamente avanzati. Da qui l’impegno a: potenziare la capacità operativa della Polizia Locale per un maggior controllo del territorio con particolare attenzione alle periferie e nelle frazioni intensificare la collaborazione con le Forze dell’Ordine, creando un ufficio ed un sito web “segnalazioni” per favorire il costante e sistematico flusso di informazioni provenienti dai cittadini, i quali sono i primi a conoscere cosa sta accadendo nel proprio quartiere, nella propria frazione; promuovere le azioni per il rispetto delle regole e patti di cittadinanza attiva, in particolare con gli esercenti commerciali; promuovere le azioni di riqualificazione e recupero urbano; favorire il contrasto a fenomeni di criminalità di concerto con le forze preposte; promuovere il contrasto a fenomeni di degrado urbano. Nell’ambito delle politiche per la sicurezza un ruolo fondamentale hanno i nuovi strumenti messi a disposizione dalla moderna tecnologia. In questa ottica, è nostra intenzione estendere la videosorveglianza, essenziale strumento di prevenzione e repressione dei fatti criminosi. Nel pur rigoroso rispetto delle normative in materia, va intensificato l'uso di telecamere pubbliche nelle aree “sensibili” della città, con effettivo e costante monitoraggio dalla centrale operativa comunale dedicata alla sicurezza. In questo contesto, tornerà molto utile mettere in rete anche le telecamere dei privati che aderiranno al progetto “città sicura”, effettuare un censimento delle telecamere private operative sul territorio comunale, realizzando una loro mappatura, da aggiornare costantemente, così da consentire alle Forze dell’ordine di poter intervenire nel più breve tempo possibile, nell'immediatezza di un fatto criminoso. Da qui la nostra idea di favorire e sostenere l'installazione di nuovi impianti privati di videosorveglianza da parte di chi ne ravvisi motivata necessità (cosi prevede la disciplina dettata dal Garante della Privacy), finanziando a fondo perduto il 50% della spesa per il singolo impianto, 18 per un massimo di 3.000 euro, con il corrispettivo obbligo di mantenerlo in efficienza per almeno 5 anni, pena l'integrale recupero del contributo. Il nostro slogan è inequivocabile: “ECCO LA POLITICA CHE VORREMMO”. Consentici di lavorare per Te e Vota la lista “I Cittadini in Movimento” e “Massimo Passaro” alla carica di Sindaco".
