
"Gomorra": ecco tutti i motivi per non guardarla
· Youssef Marzullo
Di motivi per non guardare la serie "Gomorra" ci sono, sono quelli per poterla vedere che molto probabilmente non si trovano facilmente o forse neanche ci sono. Cosa c'è di più brutto per Napoli e per i suoi abitanti di mostrare all'Italia lo squallore della malavita camorrista, enfatizzato ai più massimi livelli? Cosa c'è di più brutto di mostrare la meravigliosa lingua napoletana, perché il dialetto è lingua, vittima di dialoghi concernenti questioni di traffico di droga, vendette e sospetti dell'ambiente criminale? Si dice "vedi Napoli e poi muori", espressione che rende al meglio lo stupore di chi visita Napoli per la prima volta, quando si trova di fronte alla vista del golfo, tanto per citarne uno dei vari incanti del capoluogo di regione. La fiction televisiva non coglie alcun aspetto della camorra di oggi. La qualità del prodotto cinematografico non è in discussione. Da un punto di vista formale siamo in presenza di un prodotto di ottimo livello. Il fatto è che la vera criminalità organizzata presenta caratteristiche molto sgradite per chi se ne occupa professionalmente. Oggi la camorra ha superato lo stato di contiguità con i ceti professionali, l’imprenditoria, una parte della politica. I clan esprimono una propria classe dirigente di professionisti, imprenditori e politici. E questo rappresenta motivo di preoccupazione. La camorra raccontata in Gomorra è un’entità paradossalmente tranquillizzante, perché consente di differenziarsi. Meglio non guardare Gomorra.
