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Gioco d'azzardo: un "virus" da non sottovalutare

Gioco d'azzardo: un "virus" da non sottovalutare

· Carmine Gaita

Attualità

Si può giocare in tanti modi. A calcio. A basket. A nascondino. A scacchi. In questi casi c’è chi si diverte anche se si perde. E poi c’è il gioco d’azzardo. Naturalmente quello scellerato e senza alcun freno. Qui il divertimento arriva solo se si vince, perché se si perde, si perdono soldi. Dunque, finisce che qualcuno può sfogare la sua rabbia sugli oggetti. Altri individui, in casi peggiori ed estremi, si scagliano contro le persone. Quindi, il gioco oltre a portare problemi economici può portare anche a danni relazionali e sociali, legati alla dipendenza dallo stesso. La legge n.111 del 15/07/2011 sancisce: “E’ vietato consentire la partecipazione ai giochi pubblici con vincita in denaro ai minori di anni diciotto”. Come risaputo purtroppo ciò nella realtà non succede. Il gioco d’azzardo si diffonde anche fra i giovanissimi con una facilità straordinaria. Infatti, è probabile che qualora un minorenne entri in un centro scommesse, il proprietario lo cacci fuori. Ma è la situazione in cui ci sia chi non adotti tali misure che resta la più probabile. Uno studio condotto dall’Istituto Superiore di Sanità nel 2018 dimostra che in Italia, nonostante il divieto in termini di legge, tra la popolazione scolastica minorile (14 – 17 anni) circa il 29% dei ragazzi (su 670.144 intervistati) ha dichiarato di aver giocato d’azzardo almeno una volta nel giro di un anno. E, addirittura, in questo 29% è compreso un 3,5% di giovani “a rischio” e un 3% di “problematici”. Molto spesso è “la conoscenza” fra i proprietari e i giovani giocatori a garantire sicurezza a questi ultimi, che in questo modo possono agire indisturbati. In altri casi, è online che si trovano grandi insidie. Prima del 2018 si poteva facilmente accedere ai siti internet dei casinò grazie alle pubblicità. Il decreto legge n. 87/2018 (c.d. “Decreto dignità”) ha vietato qualsiasi pubblicità di giochi d’azzardo sia online che offline. Ma, tale provvedimento non è certamente sufficiente ad arginare il problema. Ad oggi si nascondono ancora tanti pericoli legati al mondo dell’azzardo. Gli organi di competenza, in definitiva, dovrebbero analizzare in maniera più approfondita il fenomeno. Prendere provvedimenti più ferrei. C’è necessità di controlli più stretti nelle attività di questo tipo sia online che non. Ne va del futuro e del benessere delle giovani generazioni di oggi.

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