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Fase 2, Lamorgese promuove il comportamento degli Italiani

Fase 2, Lamorgese promuove il comportamento degli Italiani

· Redazione AV LIVE

Il ministro dell'Interno Luciana Lamorgese, in un'intervista al quotidiano "Il Messaggero", ha promosso il comportamento degli italiani dopo la prima settimana di Fase 2: "I dati sui controlli ci dicono che la percentuale di cittadini sanzionati è stata solo del 3% su un totale di circa 13 milioni di persone identificate tra il 10 marzo e il 4 maggio". Il ministro ha assicurato che i controlli proseguiranno e che «da una settimana è consentito un raggio di movimento più ampio per tutti noi, ma questo non ci deve far dimenticare che la diffusione del virus si moltiplica con gli assembramenti e con i contatti ravvicinati. In ogni caso non abbassiamo la guardia: abbiamo fatto quasi un milione di controlli dall'inizio della fase 2. Per questa seconda fase dell'emergenza sanitaria abbiamo chiesto ai cittadini di far leva sul loro senso di responsabilità». "Dobbiamo continuare a porre la massima attenzione ai mezzi pubblici, ai quartieri della movida giovanile e agli esercizi commerciali che vendono cibi e bevande da asporto» ha affermato «Nel prossimo fine settimana, i controlli capillari si ripeteranno nelle aree verdi e lungo le spiagge perché, purtroppo, non possiamo ancora riprendere gli stili di vita che seguivamo prima dell'emergenza". Dal 18 maggio riprenderanno in sicurezza le messe alla presenza dei fedeli e «"ora stanno per essere sottoscritti singoli protocolli con le altre comunità religiose, sia con quelle che hanno un'intesa con lo Stato sia con quelle che ne sono prive, perché una delle missioni istituzionali del ministero dell'Interno è quella di garantire la libertà di culto per tutti i cittadini". Sulla possibilità di un permesso di soggiorno temporaneo, il ministro ha spiegato che «i vantaggi dell'emersione dal lavoro nero, sia per gli italiani sia per gli stranieri, sono evidenti: l'operazione genera un gettito per la casse dell'Inps e rende visibili, anche per circoscrivere l'emergenza sanitaria, tanti immigrati che oggi sono dei fantasmi impiegati nei campi come braccianti e nelle case come colf e badanti». Attenzione particolare è stata posta dai prefetti alla situazione delle imprese: «Le organizzazioni mafiose hanno sempre tratto vantaggio dai momenti di emergenza, in cui si registra un ingente flusso straordinario di risorse pubbliche nel circuito economico. Il rischio concreto è che mafia e criminalità organizzata tentino di intercettare le erogazioni destinate a cittadini ed imprese. Occorre difendere il tessuto economico sano per evitare che le difficoltà di tantissimi imprenditori possano diventare opportunità per l'intervento invasivo da parte dei sodalizi criminali nei riguardi di quella parte di economia fortemente debilitata». Anche sulle preoccupazioni per le scarcerazioni a causa dell'emergenza sanitaria, il ministro ha rassicurato che «dal momento in cui il Viminale è stato messo in grado di operare, ho immediatamente impartito precise indicazioni ai prefetti: sono stati convocati tutti i comitati provinciali per l'ordine e la sicurezza per acquisire ogni informazione necessaria sui singoli detenuti agli arresti domiciliari i quali sono stati subito sottoposti ai controlli delle forze di polizia».

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