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Ecomafia 2020, Campania si conferma maglia nera: Napoli è prima, Avellino sesta

Ecomafia 2020, Campania si conferma maglia nera: Napoli è prima, Avellino sesta

· Redazione AV LIVE

Attualità

Secondo il rapporto "Ecomafia 2020. Le storie e i numeri della criminalità ambientale in Italia", realizzato da Legambiente, per il 26esimo anno consecutivo la Campania è maglia nera nell'illegalità ambientale, nel ciclo dei rifiuti e del cemento. Napoli si conferma prima provincia d'Italia per numero di reati ambientali (2.207), seguita da Salerno, che scala ben sei posizioni rispetto al 2018, con 1.161 reati, più del doppio rispetto al 2018. Sesta la provincia di Avellino con 885 reati e quindicesima Caserta con 574 reati ambientali. Considerando l’arco temporale dal 1997 al 2019 i reati ambientali accertati in Campania sfiorano quota centomila e precisamente 99.341, con 81.694 persone denunciate o arrestate e 27.928 sequestri effettuati. La Campania registra il numero più alto di reati in applicazione della legge 68 del 2015 sugli ecoreati, ben 158, con 181 persone denunciate e 4 arrestate, insieme al sequestro di 98 beni per un valore complessivo di 32,7 milioni di euro. La legge 68/2015 - commenta Legambiente – viene applicata su tutto il territorio nazionale, andando a colpire prevalentemente il modus operandi delle imprese criminali, molte delle quali operano nelle regioni più industrializzate. Inutile aggiungere che e sempre stato quest’ultimo l’obiettivo principe della legge, cioè costringere tutte le imprese a operare legalmente contrastando, dunque, ogni forma di concorrenza sleale costruita sull’altare del dumping ambientale. «I numeri e le storie raccolte nel rapporto - dichiara Mariateresa Imparato, presidente Legambiente Campania - dimostrano inequivocabilmente come il crimine ambientale sia essenzialmente un crimine d'impresa. Se le mafie continuano a essere una minaccia per l'ambiente e gli ecosistemi, una parte rilevante la giocano, come sempre, imprese, imprenditori e professionisti spregiudicati e senza scrupoli e pubblici dipendenti infedeli avvinti dalla corruzione . Le risorse ambientali sono, per queste ragioni, ad alto rischio di predazione ecocriminale".

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