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È morto Luigi Necco: seguì anche l'Avellino per "90° Minuto"

È morto Luigi Necco: seguì anche l'Avellino per "90° Minuto"

· Redazione AV Live

U.S. Avellino

Lutto nel mondo del giornalismo sportivo: è morto, dopo un ricovero all’ospedale Cardarelli di Napoli per una grave insufficienza respiratoria, Luigi Necco, popolare giornalista napoletano, volto storico della trasmissione Rai “90° minuto” negli anni degli scudetti del Napoli di Maradona. Nato in un vicolo del quartiere Sanità di Napoli, di Luigi Necco sono celebri i suoi collegamenti dallo stadio San Paolo per i servizi sulle partite del Napoli. Fu lui a coniare espressioni come “Milano chiama, Napoli risponde” o ancora fu famosa, durante i Mondiali di calcio in Messico nel 1986, la battuta dopo il gol segnato da Maradona con la mano all’Inghilterra: “La mano de Dios o la cabeza de Maradona”. Maradona gli rispose “Las dos” (Tutte e due). A fine anni Novanta ha condotto per qualche mese anche “Mi manda Raitre”, dopo l’addio di Antonio Lubrano. Quindi il passaggio a Mediaset, dove si è occupato delle dirette dai campi per “Buona Domenica”. Poi il passaggio a Canale 9. Appassionato di archeologia, per moltissimi anni si è dedicato alla ricerca del tesoro che il celebre archeologo Heinrich Schliemann aveva trovato a Troia nel 1873. 90° MINUTO – “Eravamo dei pupazzoni manovrati da Paolo Valenti. Morto lui, addio programma. Paolo capì che la nostra banda di buontemponi rappresentava l’Italia del tifo e dei campanili, e il tono giocoso ci faceva bucare lo schermo. Nella mia carriera ho scritto un po’ di tutto, dalla malavita all’archeologia, però niente è stato più bello del calcio”, così il giornalista in un’intervista rilasciata a La Repubblica del 28 gennaio 2017. Per "90° Minuto" seguì anche le partite dell'Avellino al "Partenio" in serie A. In molti collegamenti, era circondato dai tifosi biancoverdi in festa per le vittorie o le salvezze dei lupi. Nel corso di un collegamento con Paolo Valenti, al termine del derby Avellino-Napoli 1-1 del campionato 1978/79, un tifoso biancoverde lo disturbò con una parolaccia in diretta. Il 9 novembre 1981 il giornalista viene gambizzato in un ristorante di Avellino per mano di tre uomini inviati da Vincenzo Casillo, detto ‘ O Nirone , luogotenente di Raffaele Cutolo fuori dal carcere. Pochi mesi prima Necco a 90° minuto aveva parlato dell’incontro fra il presidente dell’Avellino Antonio Sibilia, accompagnato dal calciatore brasiliano Juary, con lo stesso Cutolo, in una delle udienze del processo al boss. Durante una pausa dell’udienza Sibilia salutò il boss con tre baci sulla guancia e fece consegnare dal calciatore una medaglia d’oro con dedica “A Raffaele Cutolo dall’Avellino calcio”.

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