
Cucciniello: "Serve una svolta per lo sport in Italia"
· Redazione AV Live
Attualità
“Un Paese civile si riconosce anche dall’attenzione posta allo sport non orientato alla selezione e alla prestazione, valorizzato per i suoi contenuti educativi, di prevenzione e tutela della salute, di luogo associativo per le comunità e di conseguente coesione sociale, che non si contrappone allo sport di competizione”: è il pensiero di Alfredo Cucciniello, candidato al Senato per Liberi e Uguali, già Coordinatore nazionale degli Enti di Promozione Sportiva e Presidente nazionale dell’U.S. ACLI. “La pratica sportiva ha bisogno di adeguate politiche pubbliche con il coordinamento tra i diversi protagonisti del fenomeno: il CONI, la cui centralità nella pratica sportiva ufficiale è fuori discussione, l’associazionismo, i Ministeri interessati (Istruzione, Salute, Ambiente, Giustizia…). Per questo – continua Cucciniello - serve un piano organico di riordino, con una legislazione organica in una materia così rilevante dal punto di vista sociale ed economico. Serve un piano integrato per l’educazione fisica e la pratica sportiva dalla scuola dell’infanzia e per tutto il percorso formativo. Serve una nuova leva di laureati in scienze motorie nella scuola pubblica, da coinvolgere anche per le ore curriculari, per fondare il processo cognitivo del bambino sulla corporeità e sul movimento, educare a stili di vita attivi, avviare la pratica sportiva senza esclusioni basate sulla prestazione. La scuola deve diventare una agenzia di formazione fisica e sportiva, aperta con i suoi impianti al territorio". Cucciniello vuole una svolta: "Al CONI e alle Federazioni la cura dei grandi eventi e dei risultati sportivi; allo Stato, alla Scuola, alle Istituzioni e comunità locali, alle associazioni sportive di base gli strumenti e le risorse per assicurare la più ampia diffusione della pratica sportiva, libera e adattata alle esigenze e alle capacità di ogni singola persona, nessuna esclusa. L’obiettivo di civiltà per il Paese: in dieci anni mettere in movimento dieci milioni di sedentari e rientrare nella media europea, stare più in salute, più attivi, più felici".
