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Crisi di governo, Conte è pronto a lasciare

Crisi di governo, Conte è pronto a lasciare

· Youssef Marzullo

Italia · Politica

È il gran giorno di Conte . Molto se non tutto dipende da lui che, alle quindici in Senato, metterà le carte sul tavolo . Da tempo gli sguardi sono puntati sulla scelta che farà tra le due opzioni che ha di fronte: dimettersi subito dopo il dibattito, oppure andare al voto e poi salire al Colle. È un bivio fondamentale: chiedere la sfiducia vorrebbe dire spalancare la porta a giochi di ogni tipo, oltre al fatto che si tratterebbe di una vittoria di quell’ala dei grillini – sicuramente minoritaria ma non inesistente – che non ha abbandonato l’idea di tornare al governo con Salvini . Le cose si complicherebbero ancora di più ove si mostrassero fondate le due voci che circolavano alla vigilia del momento della verità: quella secondo cui i grillini mirerebbero a un governo Conte sostenuto dal Pd ma solo per due mesi per avere il tempo di fare la finanziaria e verificare se ci sono le condizioni per un esecutivo di legislatura. E quella, cara a Di Maio , secondo cui potrebbe andare al Colle e chiedere tempo per incassare, con l’attuale governo, tra due giorni il taglio dei parlamentari. Tutto lascia pensare che Conte – anche in virtù dei suoi rapporti con il Quirinale – abbia capito la situazione e intenda muoversi nel modo più limpido, dimettendosi subito dopo il dibattito. Ma la certezza si avrà solo oggi pomeriggio. La mossa che in concreto farà il premier è fondamentale ma altrettanto importante sarà il tono delle comunicazioni. Saranno le parole di Conte a indirizzare il proseguimento della crisi. L’attacco a Salvini si può dare per scontato così come la durezza dei toni, ma la politica è fatta di sfumature e sarà da quelle sfumature che si capirà se il Presidente del consiglio lascia uno spiraglio al ritorno con la Lega o se cancellerà definitamente quell’opzione dal novero dei possibili esiti della crisi.

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