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Covid, nel serinese torna la paura e a farne le spese sono soprattutto i ristoranti. Grasso: "Non siamo zona rossa"

Covid, nel serinese torna la paura e a farne le spese sono soprattutto i ristoranti. Grasso: "Non siamo zona rossa"

· Piera Vincenti

I nuovi casi di Covid nel serinese, prontamente individuati e isolati, fanno tornare la paura tra la popolazione. Non si ha più voglia di uscire, neppure per fare la spesa e vedere i parenti, e quel ritorno alla normalità che auspicavamo sembra ancora lontano. Paura che, alla luce dei fatti, appare del tutto ingiustificata. I pochi contagiati sono stati immediatamente identificati e posti in quarantena e non c’è nessun rischio per la popolazione, sempre a patto che si continuino a rispettare le regole del distanziamento sociale e dell’obbligo di mascherina. A pagare le conseguenze della fobia generalizzata sono principalmente gli esercizi commerciali di Serino, Santa Lucia e San Michele che stanno vivendo una nuova fase 1. Poca gente in giro, tante le disdette nei ristoranti e nei locali della zona. “Abbiamo appena riaperto dopo mesi di lockdown e già ci troviamo di nuovo in difficoltà – dichiara Maurizio Grasso, proprietario di Panicoteca 141 – I sindaci della zona hanno assicurato che la situazione è sotto controllo, che non c’è nessun rischio, ma la gente erroneamente pensa che siamo zona rossa. Molte prenotazioni sono state disdette, con una notevole ricaduta economica, perciò noi gestori di attività commerciali ci teniamo a fare chiarezza e a rassicurare i nostri clienti”. Gli sforzi compiuti in vista della riapertura dello scorso maggio sono stati enormi, sacrifici tutti che rischiano di essere vanificati: “Anche a nome dei miei colleghi, ribadisco che non c’è alcun pericolo nel frequentare i ristoranti e gli esercizi commerciali. Abbiamo espletato tutte le procedure di sicurezza richieste, i locali sono sanificati e la distanza viene rispettata. Da parte nostra c’è massima attenzione e rispetto delle regole, ma questo allarmismo ci impedisce di lavorare”. Tra i tre comuni citati, San Michele di Serino è forse il più penalizzato anche a causa dei lavori in corso sulla Provinciale. “È difficile raggiungerci – spiega Grasso – la segnaletica per il percorso alternativo è quasi assente e spesso la gente pensa che la strada sia chiusa per via del Covid. È una situazione insostenibile”. Il sindaco Michele Boccia ha assicurato che il 17 luglio verranno consegnate le chiavi del cantiere e allora la viabilità dovrebbe tornare regolare. Basterà questo a migliorare la situazione? Difficile, eppure fino a qualche settimana molti sembravano essersi dimenticati dell’esperienza degli ultimi mesi. Non era infrequente vedere in giro gente senza mascherina o che la portava sotto il mento o appesa al braccio. Inutile gridare “al lupo al lupo!” ora. L’unico modo per uscire da questa brutta storia non è smettere di vivere ma farlo rispettando le regole: mantenendo la distanza, indossando correttamente i dispositivi di protezione, incentivando il lavoro di chi si è sforzato per garantire la nostra sicurezza nel momento in cui le misure restrittive sono state allentate.

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