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Covid-19: effetti sui giovani. "Un futuro mai così incerto"

Covid-19: effetti sui giovani. "Un futuro mai così incerto"

· Carmine Gaita

Attualità

Carmine Pio Gaita è nato ad Avellino nell'aprile del 2001, tuttavia è cresciuto e vive anche oggi ad Atripalda, a pochi chilometri dal capoluogo irpino. Durante il percorso liceale ha sempre manifestato vivamente la passione per la scrittura, approcciandosi anche alla lettura di libri di diversi generi. Con AV LIVE dietro la spinta di Youssef Marzullo, inizia nel mese di marzo una collaborazione che è sicuro possa arricchire il suo bagaglio umano e professionale. E' iscritto attualmente al Corso di Laure in Lettere Moderne presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II. 9 marzo 2020 : scatta il lockdown in Italia, misura estrema, ma necessaria per proteggere tutti noi dal SARS-CoV-2, comunemente noto come Covid-19, un virus che, come tutti sappiamo, ha conosciuto il suo primo epicentro in Cina, precisamente nella città di Wuhan, per poi espandersi in tutto il mondo. Oggi, nel marzo del 2021, molte regioni si ritrovano nella così definita zona rossa. Il virus è ancora tra noi. I vaccini l’unica àncora di salvezza. Mai come ora, in tempi di pandemia, il futuro è stato così incerto. Tutti dentro ci sentiamo un po’ persi, disorientati. Tutti (o quasi) cerchiamo di restare a casa, rispettare le restrizioni, sperando che questo incubo finisca il prima possibile. Ma nessuno, purtroppo, sa davvero quando finirà. I vaccini anche se inizialmente scarseggianti, ci saranno sempre in maggior numero, ma c’è bisogno di tempo per somministrarli a tutte le fasce della popolazione. Dal punto di vista umano, sono due le grandi questioni di oggi: la salvaguardia degli anziani (in quanto individui più vulnerabili al virus) e la tutela dei giovani. Infatti, oltre le conseguenze psicologiche (soprattutto nei ragazzi e negli anziani soli), un’altra minaccia da affrontare è la disoccupazione giovanile durante e dopo il Covid. Secondo l’Istat, in Italia ammonta al 20,7% della popolazione il numero di giovani che non studiano e non lavorano. Oltre un quinto nella fascia di età compresa fra i 15 e i 24 anni. Una percentuale alta, considerando che a livello europeo lo stesso fenomeno si manifesta all’11,6%. Vuol dire, insomma, che una buona parte della disoccupazione in UE proviene proprio dall’Italia. Si tratta di dati preoccupanti anchè perchè andrebbe compreso che i giovani di oggi sono i protagonisti del domani. Crescerà ancora questo numero? I futuri sviluppi potrebbero essere legati anche allo spiraglio di luce rappresentato dal piano Recovery Fund, all'interno del quale si spera possano trovare spazio importanti investimenti sui giovani, sulle loro idee e arrivando alla creazione di nuovi posti di lavoro.

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