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Coronavirus, turismo a picco. Fabio Cannizzaro: "Direttive chiare dal Governo o il settore non ripartirà"

Coronavirus, turismo a picco. Fabio Cannizzaro: "Direttive chiare dal Governo o il settore non ripartirà"

· Piera Vincenti

“Da quando è cominciata l’emergenza coronavirus non abbiamo più lavorato se non per annullare viaggi e per far rientrare in Italia chi si trovava all’estero. Il settore del turismo è quello più colpito dalla crisi, abbiamo perso il 100% dei guadagni e ancora non si sa quando e come ripartiremo”. A parlare, con una nota di rabbia nella voce per l’incertezza in cui ancora viaggia il comparto turistico, è Fabio Cannizzaro titolare della Roulette Agency di Avellino. Le perdite sono state stimate in oltre 6 miliardi di euro in meno. L’attuale pandemia ha completamente paralizzato l’intera filiera del turismo. Un vero e proprio cortocircuito di uno dei settori chiave dell’economia italiana che genera il 13% del Pil nazionale, secondo il World Travel end Tourism Council, il 15% dell’occupazione e 17 miliardi di euro al saldo attivo della bilancia commerciale italiana. “Ci troviamo in una situazione davvero critica – spiega Cannizzaro – a differenza di altri settori che, appena apriranno inizieranno a incassare, noi operatori del settore turistico non sappiamo quando ci sarà la ripresa. Possiamo anche riaprire ma finché mancheranno regole chiare su come si potrà andare in vacanza, finché non saranno ripristinati i treni e i voli verso le destinazioni italiane ed estere, noi continueremo a non incassare e non so fino a che punto ci convenga rialzare le saracinesche”. L’attacco è duro. Tra i tanti comparti dell’economia italiana, quello dei viaggi è stato il più trascurato. Il decreto che doveva uscire lo scorso giovedì è ancora in fase di definizione. Le idee sono confuse e il Governo sta temporeggiando in attesa di schiarirsele, ai danni di quanti lavorano nel settore dei viaggi. “Finora non è stato fatto nulla di concreto per aiutarci, a parte le misure valide per tutti: cassa integrazione in deroga per i dipendenti e bonus di 600 euro per gli imprenditori – afferma il titolare della Roulette Agency, che invece ha le idee ben chiare su come ripartire – Dovrebbero fare accordi con altri Paesi europei e con l’Egitto, tra i meno colpiti dal Covid, ripristinare i voli e permettere a chi vuole di andare in vacanza sia in Italia che all’estero. Può sembrare che questo discorso sia poco nazionalistico ma faccio delle riflessioni: si parla di ridurre la capienza di strutture ricettive e di spiagge, ma a queste condizioni non ci sarebbe abbastanza spazio per permettere a tutti di andare in vacanza. Inoltre, potendo lavorare solo con la metà dei clienti, molti villaggi non riuscirebbero a coprire i costi e dovrebbero aumentare i prezzi”. Il bonus turismo che il Governo sta valutando potrebbe essere la soluzione? “Dipende da come lo impostano. Qualche anno fa, per rilanciare il settore, hanno dato dei voucher alle famiglie meno abbienti: l’agenzia di viaggi anticipava la somma e poi veniva rimborsata dallo Stato. Oggi questa soluzione non sarebbe percorribile. Abbiamo perso i guadagni di mesi, tra gite scolastiche, viaggi di nozze e viaggi di lavoro annullati, non abbiamo la liquidità per anticipare il costo di eventuali viaggi”. Anche a patto che il bonus turismo venga erogato in modo più gestibile per le agenzie, quanti avranno davvero la possibilità di andare in vacanza? “Tante famiglie sono in difficoltà economica, altri invece dopo mesi di chiusura non avranno ferie e passeranno l’estate a lavorare. Altri ancora, invece, avranno paura del contagio e preferiranno andare in appartamento piuttosto che in villaggi e hotel. Ma, anche in questo caso, resta valido il discorso della capienza ridotta e degli ingressi scaglionati in spiaggia: chi ha voglia di spendere soldi per farsi solo poche ore di mare?”. L’analisi di Fabio Cannizzaro è lucida e pone più domande di quante ne risolva. Le risposte dovranno arrivare dal Governo. “Ormai la stagione estiva è quasi andata – dice con rammarico – Speriamo almeno di riuscire a salvare agosto e settembre o rischiamo di colare a picco”.

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