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Coronavirus, il 4 maggio nessun nuovo esodo. Fausto Guerriero: "Non è giusto insultare chi torna a casa"

Coronavirus, il 4 maggio nessun nuovo esodo. Fausto Guerriero: "Non è giusto insultare chi torna a casa"

· Piera Vincenti

Si avvicina il 4 maggio, data in cui si allenterà il lockdown e molti potranno tornare a congiungersi con la famiglia. Soprattutto, tanti ragazzi e giovani che si trovano al Nord potranno tornare a casa. Giornali e telegiornali parlano di secondo esodo di massa dopo quello che c’è stato a inizio marzo e che ha portato tanta gente al Sud aumentando, presumibilmente, la diffusione del virus. Ma è davvero così? A questa domanda cerchiamo di rispondere con l’aiuto di Fausto Guerriero, sottufficiale dell’Aeronautica Militare di stanza a Milano, che esprime tutta la sua delusione per i commenti negativi e gli insulti che si leggono sui social all’indirizzo di chi si appresta a tornare in Irpinia. “Sono veramente amareggiato – racconta con una nota di rabbia nella voce – Non è giusto offendere persone che non si conoscono solo perché, dopo mesi che non vedono la famiglia, approfittano della possibilità di tornare dai loro cari. Sembra una guerra tra poveri”. Le partenze previste per la prossima settimana non hanno nulla a che fare con la fuga di inizio marzo, quando tanti si sono precipitati alla stazione di Milano diretti verso Sud. “La situazione è completamente diversa – commenta Fausto – allora erano mossi dalla paura, adesso saranno guidati da senso di responsabilità. Se c’è il rischio di nuovi contagi? Se verranno rispettate tutte le regole, il distanziamento sociale e l’uso della mascherina, il pericolo sarà davvero minimo. Inoltre, in Campania sono ancora obbligatori i quindici giorni di quarantena per chi viene da fuori regione”. Anche a livello logistico queste partenze non somigliano a quelle della prima fase dell’emergenza coronavirus. Il numero dei treni è ridotto, così come il numero dei posti. Per rispettare la distanza di sicurezza, infatti, i vagoni viaggeranno al 50% del carico. “Inoltre, non tutti quelli che prendono il treno a Milano sono diretti in Campania – continua Guerriero – Molti sono pendolari che si spostano ogni giorno per lavoro, altri scenderanno alle fermate intermedie, altri ancora proseguiranno verso Calabria e Sicilia. Per questo è sbagliato parlare di esodo e fa male sentire gli irpini che insultano i loro conterranei solo perché vogliono tornare a casa. Ci siamo sempre vantati che l’Irpinia è una terra generosa sempre pronta ad accogliere e riabbracciare i suoi figli, in questo caso si sta facendo il contrario”. A marzo, quando è iniziato il lockdown, molti hanno deciso di restare in Lombardia ma in due mesi le condizioni sono cambiate e non tutti possono permettersi di restare a Milano. “Io rimarrò qui per senso del dovere e per rispetto della divisa che indosso ma conosco tanti altri ragazzi di Avellino che hanno perso il lavoro e non sanno più come far fronte alle spese. Inoltre, ci sono tanti studenti le cui famiglie sono in difficoltà economica e non possono più permettersi di mantenerli in una città così costosa. È giusto che tutti loro abbiano la possibilità di tornare a casa senza che qualcuno gli punti il dito contro”.

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