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Caterina Vietri: intervista alla giovane cantante avellinese

Caterina Vietri: intervista alla giovane cantante avellinese

· Youssef Marzullo

Tanta tenacia e le idee ben chiare sulla propria passione: la musica. Si tratta di Caterina Vietri, giovane cantante avellinese, che a soli diciannove anni ha già avuto modo di mettere in mostra le proprie capacità artistiche e il proprio talento in diverse occasioni. AV LIVE ha fatto quattro chiacchere con lei per conoscerla meglio. Intervista di Youssef Marzullo Chi è Caterina? Sono una ragazza di 19 anni, nata e cresciuta ad Avellino. Lo scorso anno mi sono diplomata al Liceo Scientifico P.E. Imbriani ed ora frequento la facoltà di Chimica. Ho un pò di difficoltà nel descrivermi. Sono una persona molto socievole ed empatica, che ama far ridere la gente. Proprio per questo spesso mi trasformo in un clown. Questo mi fa sembrare un pò egocentrica, ma non è così. Allo stesso tempo, ci sono dei momenti in cui ho bisogno di chiudermi nella mia camera. Sono molto sensibile, un mio difetto è pensare troppo e l’unico modo che ho per liberarmi da certe “catene” è cantare. Apro Youtube, prendo la chitarra ed il gioco è fatto. Potrei restare ore ed ore ad ascoltare, cantare, sperimentare, senza stancarmi mai. A quale età hai iniziato ad interessarti alla musica? Ho sempre ascoltato musica grazie ai miei genitori. Già da piccola mi facevano “ballare e cantare” una miriade di canzoni nel salone di casa. In maniera più concreta questa passione comincia all’età di nove anni. La mia maestra delle elementari doveva andare in pensione e avevano deciso di dedicarle uno spettacolo. Ci fu una sorta di provino per cercare una voce solista. Fui scelta. Cantai “I migliori anni della nostra vita” di Renato Zero al Samantha della Porta. Sì, credo sia stato proprio quello il momento esatto in cui i miei sogni presero vita. Mi piacerebbe incontrare la persona che mi scelse. Purtroppo non so chi sia, ma vorrei tanto ringraziarla e, perché no, cantare insieme. Avrai qualche artista che ti è particolarmente caro. In ambito italiano c'è qualcuno che ammiri? Questa è probabilmente una delle domande più scomode che ricevo in continuazione. Sembrerà strano, ma personalmente non mi affeziono ad un cantante in particolare, ma a quelle canzoni che rispecchiano il mio stato d’animo, il mio essere o i miei gusti. Ammiro molto quei cantanti che riescono a comunicare concetti profondi, importanti e delicati con parole semplici e accessibili a tutti. Parlando ancora di cantanti: Elvis Presley è il cantante che ha venduto più dischi in assoluto, mentre tra gli italiani Adriano Celentano ha il primato di copie vendute. Le classifiche dicono che nella musica le donne non hanno mai superato le vendite degli uomini. Hai qualche tesi personale su questo frangente? Non saprei, credo che il mondo della musica sia il luogo più libero per l’umanità. In egual misura uomini e donne possono scrivere ed interpretare i loro brani. Il successo che hanno ricevuto Presley e Celentano, due grandi artisti, è dovuto alla loro bravura e al numero incredibile di persone che li hanno apprezzati. Magari fra un po’ di tempo arriverà una donna che supererà questi record, chi può dirlo. Quali sono state le tue esperienze? Racconta l'emozione più forte o a cosa è legato il ricordo più bello. Dopo aver scoperto la mia passione, ho cominciato a partecipare a dei concorsi canori e parallelamente ho intrapreso un’avventura con la mia insegnante di musica delle medie. Abbiamo cominciato a fare musical come "Grease" e "Scugnizzi" e con il tempo, siamo arrivati ad esibirci in luoghi più importanti come il conservatorio Cimarosa e il teatro Carlo Gesualdo. Il pensiero di essermi esibita davanti a tutta quella gente mi fa venire i brividi. Lo scorso anno ho deciso di dedicarmi completamente al canto, studiando tecnica ed interpretazione con mio zio, il maestro Rino Villani. Mi reputo molto fortunata ad averlo al mio fianco e lo ringrazio per il suo supporto. Ai giorni d'oggi è sempre più arduo farsi strada nel panorama artistico, sei consapevole di ciò? Riconoscendo le tue potenzialità, credi davvero che la musica possa portarti lontano? Il mondo artistico è un luogo affascinante ma allo stesso tempo anche abbastanza oscuro. È come una grande macchina, che spesso predilige l’immagine ed il denaro. Riconosco di avere una forte passione, un talento, ma non si finisce mai di imparare. Non so se tutto ciò basterà a portarmi lontano. Bisogna avere comunque un piano B. Sarebbe bello avere la certezza di potercela fare ad occhi chiusi ma non è così. Sicuramente proverò a buttarmi, a fare tante esperienze, a perseverare. Spesso la gente non lo capisce: avere grandi sogni è un privilegio, un modo per sentirsi vivi, ma che allo stesso tempo ti rende "diverso". Sei sempre con la testa fra le nuvole, a fantasticare, e questo porta a momenti di totale distacco dalla realtà. Progetti da realizzare? Cosa stai pianificando in questo periodo? Attualmente sto studiando per migliorarmi. Sento di avere delle potenzialità che non si sono ancora affermate al 100%. In merito ai progetti futuri posso dirvi che il 2019 sarà un anno ricco di nuove esperienze e sono super emozionata. Aprirò dei concerti in Italia, mi esibirò davanti a tante persone. Da grande spero di essere orgogliosa delle esperienze uniche che ho vissuto, avrò da raccontare storie di momenti che non tutti hanno vissuto. Credi nei talent? Qual è la tua opinione in merito a questo tipo di format? Il talent secondo me è il tasto dolente della musica ma non ho avuto ancora l’occasione di provarlo. Questo tipo di format non mi fa pensare a qualcosa di puro e trasparente, anzi. È un meccanismo creato con buone intenzioni, ma che con il tempo è diventato marcio, basato sui soldi, sul numero di followers. A mio parere resta comunque uno dei modi più efficaci per fare successo,soprattutto per chi cerca di emergere, poiché riescono a lanciarti bene e a farti conoscere da un pubblico molto ampio. Il successo è garantito solo all’inizio, perché con il tempo ci saranno nuove proposte e credo che solo chi è riuscito a conquistare la vera attenzione continua ad avere visibilità. Un’ultima domanda: Cosa speri ti riservi il futuro? Spero tante sorprese piacevoli. Come tutti, vorrei realizzare i miei sogni, avere un futuro stabile ed essere circondata da persone che mi vogliono bene. La foto di copertina è di Fernando Guerra.

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