
Avellino senz'anima e orgoglio: la Fidelis Andria vince e spera. Ai lupi serve un punto per la salvezza
· Redazione AV LIVE
U.S. Avellino
Un tocco beffardo di Dalmazzi stende l'Avellino e tiene in vita la Fidelis Andria, che è ancora in corsa per i play-out. Per la squadra di Rastelli terza sconfitta di fila e salvezza ancora da conquistare. LA PARTITA – Rastelli rimodella l’Avellino con il 4-3-1-2. Davanti a Pane, Rizzo e Tito sono gli esterni mentre la coppia centrale della difesa è composta da Sottini e Auriletto. Matera rimpiazza lo squalificato Casarini ed è assistito dagli interni Dall’Oglio e D’Angelo. Di Gaudio agisce da trequartista alle spalle di Marconi e Tounkara. Cudini, invece, risponde con il 4-2-1 con Ventoila riferimento più avanzato. Si gioca in un clima caldissimo, senza la presenza di tifosi biancoverdi. L’Avellino rischia al 6’ sulla percussione di Bolsius, che sfonda sulla fascia sinistra, entra in area e crossa per Costa Ferreira, la cui conclusione sporca al volo viene respinta da Tito e poi bloccata da Pane. Spinge in avvio la Fidelis, sostenuta da oltre tremila tifosi. I biancoverdi soffrono la pressione dei padroni di casa e si affacciano in avanti al 13’ con un cross per Tounkara, che ci prova con un colpo di testa, si scontra con un difensore andriese, l’arbitro Tremolada fa proseguire e lo stesso attaccante dei lupi spreca con un tiraccio alle stelle. Al 25’ si attiva sul binario sinistro Di Gaudio, che lascia sul posto due avversari e scarica un potente tiro, respinto da Savini. Sulla ribattuta irrompe Tito che serve ancora Di Gaudio, che è impreciso nel tiro spedendo il pallone fuori. La replica dell’Andria è affidata ad un traversone di Ciotti per la volèe di Paolini, che indirizza la sfera oltre la traversa. Aumentano gli scontri in mezzo al campo, la Fidelis protesta per ogni minimo contatto. Tremolada sorvola su diversi interventi scorretti su entrambi i fronti. Bolsius è l’uomo più pericolo della compagine di Cudini mentre l’Avellino non alza la qualità della produzione offensiva perché Di Gaudio non incide da trequartista ed un fumoso Tounkara sbaglia anche i passaggi più facili. All’alba della ripresa Savini respinge la morbida punizione a giro di Dall’Oglio. La Fidelis cerca sempre di attivare l’ex Micovschi e Bolsius sulle corsie laterali e rischia sul colpo di testa di D’Angelo, bloccato da Savini. Il vantaggio della Turris sulla Viterbese carica ancora di più il “Degli Ulivi”, Cudini inserisce Ekuban al centro dell’attacco tirando fuori un inconcludente Ventola. E proprio il nuovo entrato spreca una grande occasione al 61’ con un tiro maldestro da ottima posizione. Rastelli cambia volto il centrocampo con un doppio cambio: dentro Maisto e Mazzocco, fuori Matera e Dall’Oglio, ammoniti nel primo tempo. La compagine di Cudini si scopre alla ricerca del vantaggio concedendo ampie praterie alle ripartenze dei lupi, che difettano nell’ultimo passaggio nelle ripartenze. L’Avellino trema sul tentativo di Ekuban che non ci arriva di testa sul traversone di Bolsius. Aumenta la pressione dei biancazzurri, che ci mettono tanto cuore ma dimostrano palesi difetti nella qualità. I lupi costruiscono una buona azione lungo l’asse Di Gaudio-Tito con traversone per la girata di testa di Marconi leggermente larga. Tounkara, colpito da crampi, viene sostituito da Trotta. Al 75’ la Fidelis Andria rompe l’equilibrio: sugli sviluppi di un angolo, il pallone finisce dalle parti di Candellori, botta secca che Dalmazzi, con il tocco decisivo di Tito, devia alle spalle di Pane facendo esplodere la tifoseria pugliese. L’Avellino è sotto e reagisce con una conclusione al volo di Marconi che si spegne sull’esterno della rete. Il “Degli Ulivi” è una bolgia. Gambale rileva Trotta, Rastelli si gioca l’all-in per raggiungere il pareggio. Proprio Gambale sciupa dai venti metri, la Fidelis tira un sospiro di sollievo soprattutto all’85’ quando D’Angelo entra in ritardo da dietro su Ekuban e viene espulso da Tremolada. L’Avellino, con un uomo in meno, va all’assalto ma Gambale di testa divora una ghiotta chance. L'Andria regge l'urto e fa festa per tre punti, che allontanano i pugliesi dall'ultimo posto. Per l'Avellino, invece, un'altra figuraccia di un campionato fallimentare.
