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39enne suicida a Serino: nuovo dramma della fragilità

39enne suicida a Serino: nuovo dramma della fragilità

· Piera Vincenti

Cronaca

Un altro giovane che si suicida, un altro ragazzo che decide volontariamente di togliersi la vita, perché farla finita a volte appare come l’unica scelta possibile. Èaccaduto a Serino, nel cuore di un’Irpinia che sta lentamente morendo, abbandonando i suoi figli. C’è chi è costretto a emigrare, per trovare lavoro in altre città o all’estero, chi tira avanti senza grosse prospettive, chi come questo ennesimo ragazzo non riesce a emergere dalla spirale della frustrazione e della delusione. Ciò che è accaduto in Irpinia è, tristemente, lo specchio di un’Italia che spesso non è in grado di soddisfare le ambizioni dei propri giovani, di una politica troppo distante dalla gente e dalla realtà concreta che vive. Frustrazione e malcontento regnano sovrani in una generazione, che è anche la mia, che non riesce a trovare la sua strada, che studia nella speranza di realizzarsi ma vede stroncati i propri sogni, che non riesce a trovare un lavoro stabile, a costruirsi un futuro professionale e, perché no, una famiglia. Siamo la generazione degli eterni ragazzi, quelli che aspettano il domani per avere la loro occasione o che sono costretti ad andare a cercarsela da un’altra parte. In un’epoca di grandi cambiamenti, di globalizzazione e emancipazione sociale e culturale, stiamo forse perdendo la nostra identità e quell’insieme di valori e di punti fermi che in passato ci tenevano ancorati alla vita. Di fronte al gesto compiuto da un ragazzo di 30 anni restiamo tutti sconcertati, ci chiediamo perché senza capire fino in fondo quale grande disperazione possa provare una persona per decidere di suicidarsi. Eppure,oggi è l’ennesima occasione per interrogarci e chiederci cosa possiamo fare per evitare che possa succedere ancora. Ognuno deve porsi questa domanda, dalle istituzioni che hanno il dovere di attuare politiche in grado di offrire lavoro e prospettive ai giovani, a ognuno di noi. È vero che di fronte a un malessere così profondo ci si scopre impreparati e impotenti, ma è anche vero che ognuno nel suo piccolo può tendere una mano all’amico o al conoscente che gli è accanto, ascoltandolo, facendolo sentire meno solo in un momento di difficoltà. È una goccia nel mare, ma può fare la differenza tra il decidere di farla finita o trovare il coraggio di continuare a lottare per costruire un domani migliore.

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