
1° maggio, ancora troppi morti sui luoghi di lavoro
· Redazione AV LIVE
Attualità
Riceviamo e pubblichiamo una nota del professore Carlo Caramelli. "Non si può festeggiare il 1 Maggio come festa dei lavoratori perché ci sono ancora tanti morti sui luoghi di lavoro. La cronaca giornalistica degli ultimi tempi l’ha reso pubblico in maniera evidente. Occorre interrompere questo circuito di morti e invalidità. L a strage delle morti sul lavoro appare sempre più un fenomeno senza fine. Pertanto si rende necessario la promozione del fondamentale diritto di lavorare in un ambiente sano e sicuro attraverso la richiesta pubblica a tutte le Istituzioni, ognuna per le specifiche competenze deputate alla vigilanza e al controllo di promuovere ogni e qualsiasi utile iniziativa tesa a chiarire lo stato dei fatti relativo al problema attraverso il controllo e la sorveglianza dell’applicazione pratica delle misure in ambiente di igiene e sicurezza sul lavoro previste dalla normativa nazionale ed europea – verifica della qualità, quantità, efficacia ed efficienza dell’attività svolta dalle ASL e dall’Ispettorato provinciale del Lavoro in materia di prevenzione, di igiene e sicurezza sul Lavoro in coerenza con la normativa attraverso interventi strutturali con piani di lavoro tempestivi, idonei ed adeguati e con controlli severi i cui risultati devono essere resi pubblici ivi comprese tutte le misure anticovid; che il sottoscritto Caramelli Carlo già in passato è intervenuto a tutela di questo fondamentale diritto attraverso specifiche note presso le Istituzioni competenti; che nonostante la consapevolezza diffusa che la sicurezza sui luoghi di lavoro oltre a salvare la vita umana è economicamente più conveniente, basti pensare alle migliaia circa di incidenti ogni anno (circa 24%), dato tra i più alti in Europa con casi irregolari. Le criticità da seguire sono le gare e i subappalti selvaggi. Bisogna intensificare i controlli e le norme di sicurezza violate, gli incidenti nascosti. In passato anche il Presidente della Repubblica più volte è intervenuto sul problema dichiarando che ormai ha raggiunto limiti intollerabili. Tuttavia, per quanto si è fatto in questi anni in materia di sicurezza e di controlli non si è avuto un significativo calo degli infortuni e quindi “Le morti sul lavoro appaiono sempre più un evento infinito”. Gli ultimi casi citati ci ripropongono ancora una volta la necessità di verificare se siano applicate le leggi, se i piani di sicurezza siano severi. Il sottoscritto è convinto che la maggior parte dei casi non sono una fatalità e molti di essi si possono prevenire attraverso piani di lavoro tempestivi, sicuri ed adeguati in termini di uomini e di mezzi con una maggiore conoscenza del rischio nonché attraverso un’ intensificazione dell’attività di controllo tale da scoraggiare l’evasione alla normativa vigente nazionale ed europea con un’attenzione costante ed adeguata nella lotta contro l’imprenditoria che non rispetta i parametri di sicurezza. Evitare gli appalti al massimo ribasso e subappalti che sembrano il punto debole della catena, far conoscere la cultura della sicurezza con norme chiare".
