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Unione degli Studenti Avellino: "Nuovo anno, stessa scuola"

Tra il 14 e il 15 settembre 2021 riaprono tutte le scuole superiori ad Avellino. Dopo un intero anno in cui gli studenti e le studentesse avellinesi hanno seguito le lezioni a distanza, con l’eccezione di poche settimane, era atteso un rientro nelle aule in sicurezza. Al contrario, analizzando le modalità del ritorno nelle scuole, dallo screening fino alla questione del trasporto pubblico e dell’edilizia scolastica, risulta evidente come non ci sia stata la volontà di risolvere le problematiche storiche delle scuole e come quindi un effettivo ritorno in sicurezza sia impossibile.

“Nuovo anno, stessa scuola”: è questo lo slogan scelto dall’Unione degli Studenti, in qualità di sindacato studentesco, riportato sullo striscione affisso davanti al carcere borbonico. 

“Lo striscione serve a lanciare un messaggio chiaro: noi studenti e studentesse non siamo soddisfatti di come il governo e l’amministrazione comunale hanno gestito questo rientro delle aule - dichiara Chiara Mariconda, coordinatrice di Uds Avellino - Ci aspettavamo maggiore impegno e competenza, invece non ci sono stati cambiamenti rispetto all’anno precedente”.

“Un esempio lampante della scorretta gestione del rientro riguarda le modalità di screening e prevenzione del contagio: la forma più efficace per monitorare la diffusione del virus è l’uso dei tamponi. Ogni tampone rapido costa dai 15 ai 20 euro, un costo alto per una famiglia media italiana. Noi chiediamo che i tamponi rapidi salivari siano gratuiti o almeno a un prezzo accessibile per tutti gli studenti e le studentesse. Inoltre sarebbe opportuno effettuare dei tamponi a campione, settimanali o mensili, per tenere sotto controllo i contagi”, prosegue Chiara Mariconda.

“Anche sulla questione del trasporto pubblico non è stato risolto il problema alla radice - aggiunge Anita Maglio, responsabile organizzazione di Uds Avellino - Il territorio irpino deve avere a disposizione una buona rete di trasporti, data la sua conformazione geologica e la disposizione della popolazione, la quale in buona parte non vive nel capoluogo e necessita dunque di spostarsi. Già prima della pandemia, la mancanza di una stazione stabile dei pullman, l’insostenibile scarsità di corse e i costi alti degli abbonamenti ostacolavano la mobilità gratuita. In aggiunta, la regione Campania ha proposto trasporti pubblici gratuiti per i vaccinati, una decisione che non è risolutiva, in quanto da anni gli studenti e le studentesse si battono per ottenere un trasporto pubblico gratuito per tutt*. Se si pensa che la mobilità gratuita, che dovrebbe essere basilare per un effettivo diritto allo studio, possa essere ridotta a un temporaneo incentivo per la vaccinazione, si sta giocando con i diritti fondamentali della comunità studentesca come con la Tombola”. 

“Un altro errore è stato abolire il distanziamento obbligatorio - afferma Maria Chiara Della Pace, responsabile comunicazione di Uds Avellino -. Il metro di distanza tra i banchi è una raccomandazione e sarà applicato solo qualora le condizioni strutturali degli edifici scolastici lo consentano. Ancora una volta viene rimandata la soluzione di un problema preesistente all’epoca covid, quello dell’edilizia e delle classi pollaio”.

“Per noi è inaccettabile ritrovarsi a vivere nella stessa condizione di precarietà e incertezza che vivevamo un anno fa. Dopo quasi due anni di didattica a distanza, in cui abbiamo atteso un effettivo ritorno in sicurezza, il governo non propone cambiamenti definitivi. Questa attivazione promossa il primo giorno di scuola è fondamentale per comunicare il nostro malcontento e l’urgenza di far rinascere la scuola dalle fondamenta”, conclude Maria Chiara Della Pace.