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Tina Turner: "Temevo di morire"

È una Tina Turner a tutto tondo quella che si racconta in «My Love Story: A Memoir», libro in uscita il 15 ottobre, anticipato in un lungo articolo sul Daily Mail in cui la cantante si mette a nudo. Il primo matrimonio con Ike Turner, funestato da violenze e abusi, è sullo sfondo: il protagonista della storia d’amore è il secondo marito, Erwin Bach, dirigente della casa discografica Emi, che a un certo punto le ha fatto «il regalo della vita stessa», donandole un rene. Incontrato alla metà degli anni ’80, Tina comincia a frequentarlo - lui 30 anni, lei 46 - e la coppia si trasferisce prima a Colonia, in Germania, poi nel sud della Francia. Nel 1989, arriva la proposta di matrimonio ma la cantante non è sicura: «Le cose possono cambiare e, nella mia esperienza, non sempre in meglio». Quindi, nel 1995, ad Erwin chiedono di guidare l’ufficio Emi in Svizzera, e i due si trasferirono in una villa sul Lago di Zurigo, Chateau Algonquin, dove vivono tuttora. L’anno delle nozze è il 2013 e stavolta il sì della Turner è squillante: lui ha 57 anni, lei 73, ma si sente bene. «Non ho mai fumato né preso droghe, ero ancora in forma dopo 50 anni di intenso lavoro sul palcoscenico» tanto che «Vogue Germania mi chiese di posare per la copertina». Nello stesso anno, però, a ottobre, «mi sono svegliata e ho sentito un fulmine nella mia testa e nella gamba destra, ho tentato di parlare ma non riuscivo a proferire parola, stavo avendo un ictus». Da allora, i problemi di salute si moltiplicano: i reni lavorano male, le viene diagnosticato un cancro all’intestino allo stadio iniziale, per il quale viene operata; la pressione sanguigna alta, di cui soffre da tempo, si aggrava, complice anche il fatto che la Turner interrompe le cure tradizionali. Nel dicembre 2016 la situazione precipita e i dottori le lasciano solo due scelte: la dialisi o un trapianto. La prima opzione le fa orrore: «Non voglio vivere attaccata a una macchina», confessa cominciando a «pensare alla morte»: «uno dei benefici di vivere in Svizzera è che permette il suicidio assistito». È allora che interviene Erwin e si offre di donargli il suo rene. «Ero sopraffatta dall’enormità della sua offerta, ma siccome lo amo la mia prima risposta è stata di farlo ragionare su un passo serio e irreversibile». Lui è un «uomo giovane» che si assumeva un «rischio per donare anni in più a una donna più vecchia». «Ma Erwin aveva deciso, il mio futuro è il nostro, mi ha detto». L’operazione nell’aprile 2017 va bene, ma nelle settimane seguenti Tina Turner deve prendere massicce dosi di immunosoppressori ed è costretta a lunghi soggiorni in ospedale per il rischio di un rigetto. Finalmente lo scorso Natale cominciano a tornarle le forze. «So che la mia avventura medica è lontana dall’essere conclusa: dopo un trapianto sembra sempre che ci sia davanti un altro esame, un altro appuntamento con il dottore o un’altra biopsia. Ma sono ancora qui, siamo entrambi ancora qui, più vicini di quanto abbiamo mai immaginato, e questa è una ragione per festeggiare». «Dopo così tanti anni di paura e malattia, mi sto godendo la pura gioia di essere viva».