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Seminario Internazionale, le proposte dell'Ordine degli Architetti di Avellino per lo sviluppo del territorio

Presso l’Università di Camerino, in accordo con il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, si è svolto nell’Auditorium Benedetto XII, il XXIX Seminario Internazionale e Premio di Architettura e Cultura Urbana, a cura dell’architetto Giovanni Marucci.

L’incontro è, da anni, finalizzato ad un confronto su temi riguardanti l’architettura e la conoscenza degli insediamenti e dei paesaggi ed è un momento di confronto e dibattito  tra operatori culturali, docenti, urbanisti e studenti  provenienti dall’Italia e da tutto il mondo che condividono idee ed esperienze. 

Nella fase finale del seminario vengono premiati, ogni anno, i progetti presentati che sono  selezionati da una giuria e in seguito sono pubblicati sulla rivista dell’Università di Camerino. 

Quest’anno si è parlato di “Risanamento, Ricostruzione, Riuso”, con attenzione particolare al rapporto tra il costruito e  quello da costruire.

Conferenze, laboratori ma anche mostre e cinema per riflettere e parlare di architettura contemporanea e contesto storico, di rapporti e progetti sulla convivenza fra città del passato e città contemporanee, in relazione al continuo trasformarsi della società che le vive e  focalizzando l’attenzione sulla conservazione attenta dei caratteri necessari e complementari alla vita delle città stesse con un’accorta  ricerca di progetti per città possibili.

E’ stato inevitabile portare il discorso anche sulla richiesta alle istituzioni di intervenire quanto prima con provvedimenti finalizzati al risanamento degli edifici della città di Camerino, abbandonata in un’atmosfera quasi metafisica, a seguito degli eventi sismici del 2016. E’ necessario programmare interventi per una possibile rinascita della città e per la sua restituzione alla memoria collettiva.  

L’Ordine degli Architetti di Avellino ha partecipato al Seminario con la consapevolezza di condividere e sostenere problematiche comuni legate alla ricostruzione dei luoghi colpiti dal sisma e con l’auspicio di partecipare attivamente in futuro con proposte e progetti finalizzati allo sviluppo e alla promozione dell’architettura nella realtà in cui viviamo.