Rosso a Tutino, l'Avellino crolla in dieci minuti: il Venezia cala il poker
Il cartellino rosso di Tutino al 34’ è devastante per l’Avellino, che crolla sotto i colpi del Venezia, che in dieci minuti realizza tre reti affossando i lupi, tramortiti poi nel recupero da Dagasso.
LA PARTITA – Senza lo squalificato Palmiero, Ballardini presenta Sounas play basso, con Kumi e Palumbo mezzali, A protezione di Daffara, il terzetto difensivo è composto da Enrici, Simic e Reale mentre i laterali sono Missori e Fontanarosa. In avanti Insigne gioca a supporto di Tutino. Ampio turnover per Stroppa, che rinuncia ad Adorante in avvio e propone Kike Perez alle spalle di Casas. Il Venezia spinge subito sull’acceleratore ma è impreciso con Perez. L’Avellino è dietro la linea della palla anche il possesso è sempre dei lagunari che al 15’ sono pericolosi con la sponda aerea di Hainaut per Sagrado che al volo spedisce il pallone oltre la traversa. La squadra di Ballardini si affaccia in avanti solo al 26’ con una punizione alata di Palumbo. Al 29’ Kumi perde un pallone sanguinoso concedendo una grande chance per Casas, che per fortuna dei lupi si in carta sul più bello. Il match cambia al 34’ quando Tutino viene espulso per un’entrata durissima. Il Venezia sfrutta subito la superiorità numerica con una conclusione di Busio dalla distanza, Daffara è strepitoso deviando il pallone sulla traversa, Fontanarosa salva sulla linea anticipando Casas, ma sul prosieguo dell'azione Hainaut serve Dagasso, che sottomisura insacca. I lagunari sono in vantaggio mentre i lupi sono storditi e fanno harakiri al 40’ con Reale, che sul traversone di Sagrado impallina Daffara con una clamorosa autorete. E’ notte fonda per l’Avellino perché al 44’ Svoboda ispira la ripartenza di Busio che parte indisturbato verso l’area irpina e poi scarica un fendente all’incrocio. Un crollo clamoroso, la squadra di Ballardini non c’è più. Dopo l’intervallo entrano Le Borgne, Russo e Patierno per Palumbio, Kumi ed Enrici. Casas sfiora il quarto gol ma calcia sull’esterno della rete. Non c’è più storia, il Venezia comanda a proprio piacimento mentre l’Avellino è poca roba. Continua il monologo della squadra di Stroppa, che non si accontenta delle tre reti di vantaggio. I lupi non escono quasi mai dalla propria trequarti. Ballardini risparmia Sounas in ottica Padova e inserisce Armellino. Il match scivola via senza affanni per il Venezia, che gestisce con irrisoria facilità e conferma forza e leadership di una squadra, che merita la serie A. Ad aggravare la situazione ci pensa Le Borgne che rimedia il secondo cartellino giallo all'86' e così i lupi si ritrovano in nove uomini nel finale. Il Venezia ringrazia e cala il poker con una perla di Dagasso nel recupero, per l’Avellino una durissima mazzata ma sabato tutti dovranno svegliarsi. Contro il Padova ci sarà in palio una fetta di salvezza.