Pasquetta in Irpinia: i borghi volano. Volturara Irpina e Santo Stefano del Sole le nuove regine del turismo
Il bilancio della Pasquetta 2026 in Irpinia consegna un quadro a due velocità: se il capoluogo registra un calo di presenze preoccupante, la provincia resiste e rilancia grazie a modelli di sviluppo territoriale mirati e alla riscoperta dei piccoli centri.
Il declino del Capoluogo - Nonostante le potenzialità, Avellino città si conferma il "punto debole" del weekend pasquale. Un primato negativo che trascina la media provinciale e solleva interrogativi sulla capacità attrattiva del centro urbano, incapace di intercettare i flussi diretti verso le aree interne.
Il fenomeno Volturara Irpina - In totale controtendenza brilla Volturara Irpina. Il borgo della Piana del Dragone si attesta come meta preferita da migliaia di visitatori. A fare la differenza è stata l’offerta integrata: dall’area camper all’avanguardia alle vie ferrate, fino ai percorsi naturalistici che hanno registrato il tutto esaurito, dimostrando che la programmazione paga.
Nuove e vecchie mete: Sport e Fede - Si consolida il successo di Santo Stefano del Sole, diventato ormai punto di riferimento per il turismo sportivo, capace di attrarre un target giovane e dinamico. Accanto alle novità, reggono l'urto i "giganti" del turismo irpino:
- Bagnoli Irpino e Serino: per il binomio montagna-gastronomia.
- Caposele e Mercogliano: che confermano il primato del turismo religioso, con il Santuario di Montevergine e le sorgenti del Sele mete costanti di pellegrinaggi e gite fuori porta.
Conclusioni - Il dato della Pasquetta 2026 evidenzia una necessità urgente: ripensare il ruolo di Avellino città all'interno di un sistema provinciale che, nei piccoli centri, sta invece imparando a valorizzare le proprie peculiarità. L'Irpinia del turismo non è più solo montagna e fede, ma sport, avventura e accoglienza di qualità.