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Pasqua amara per un buon Avellino: stop a Palermo, il rosso a Izzo costa caro

Al “Barbera” fa festa il Palermo, che colpisce con Antonio Palumbo, viene agevolato dall’espulsione di Izzo e blinda la vittoria con Ranocchia contro un buon Avellino. 

LA PARTITA – In tribuna c’è il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, tifoso del Palermo. Ballardini ritrova Cancellotti sulla corsia destra della difesa e si affida al tandem offensivo Patierno-Biasci. Nel Palermo, invece, Pohjanpalo è supportato da Le Douaron e Antonio Palumbo. La squadra di Inzaghi alza subito i ritmi ma l’Avellino non si scompone e potrebbe colpire all’8’ quando Sounas recupera un pallone ma sbaglia l’ultimo passaggio per Palumbo nel cuore dell’area rosanera. Non sbaglia, invece, Antonio Palumbo, che al 12’ approfitta di una palla persa da Besaggio, fermato con una trattenuta da Segre, riceve palla da Le Douaron e batte Daffara con un perfetto tiro a giro di sinistro. Schiuma rabbia Ballardini per il gol subito in contropiede. I lupi cercano di reagire e si affidano alla qualità di Palumbo, che fa tutto bene tranne la conclusione finale che si spegne oltre la traversa. L’Avellino ci prova ma il fraseggio è sterile e non produce occasioni. Al 32’ Palmiero deve alzare bandiera bianca e viene rimpiazzato da Le Borgne. Quattro minuti dopo Palumbo trova il diagonale giusto ma la gioia del trequartista biancoverde viene subito smorzata dal secondo assistente Scarpa, che segnala la posizione di fuorigioco di Izzo. La compagine di Ballardini gioca con buona personalità ma a complicare tutto ci pensa al 43’ Izzo, che, già ammonito, entra su Pierozzi e viene espulso da Crezzini, che estrae subito il rosso ma, dopo il richiamo del Var al monitor, opta per il secondo cartellino giallo, che comunque mette fine alla partita del difensore napoletano. Diventa durissima per la squadra irpina, che rischia al tramonto del primo tempo sul colpo di testa di Bani, che sibila di poco a lato. 

Dopo l’intervallo entrano Enrici e Russo per Besaggio e Patierno. L’Avellino si dispone con il 4-3-2 mentre Inzaghi rimpiazza l’ammonito Pierozzi con Gyasi. Un errore di Le Borgne scatena la corsa di Pohjanpalo, che si vede per la prima volta nel match ma alza la conclusione finale. L’Avellino è vivo e lotta nonostante l’inferiorità numerica. Il Palermo perde per infortunio il portiere Joronen che viene sostituito da Gomis. Al 60’ i padroni di casa vanno a bersaglio con Le Douaron che raccoglie la respinta di Daffara sul tiro di Segre ma dopo una lunga visione al Var, Crezzini annulla il gol per fuorigioco. Entra il fischiatissimo Roberto Insigne, ex di turno, al posto di Biasci. L’Avellino ci crede, rumoreggia il pubblico del “Barbera”. Bordate di fischi accompagnano l’ingresso di Tutino, che all’80’ subentra a Sounas. Due minuti dopo, pero, Ranocchia chiude la contesa con una precisione conclusione dopo lo scambio con Pohjanpalo. L’Avellino produce l’ultimo sforzo con Martin Palumbo e Russo. Tutto inutile, il Palermo vince per 2-0. E’ una Pasqua amara per i lupi che si possono consolare con una buona prestazione e devono ora pensare al prossimo match casalingo contro il Catanzaro.