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Parla l'Arpac: "Acque di balneazione campane non sicure per piogge intense"

Le piogge che sono cadute su alcune aree costiere campane nei scorsi hanno, in alcuni casi, messo in crisi la rete delle acque reflue. In altri termini, si sono attivati i cosiddetti “tubi di troppo pieno”, ovvero degli sfoghi che scaricano direttamente in mare le acque in eccesso presenti nelle tubature. Questo accade tipicamente nei sistemi misti, dove le acque fognarie non sono separate da quelle pluviali, con la conseguenza che si riversano in mare acque pluviali miste ad acque fognarie non depurate.
Il fenomeno si è verificato, ad esempio, il 9 luglio in alcune località costiere della provincia di Napoli (tra cui Posillipo, Bagnoli, Pozzuoli, Torre del Greco), ma eventi simili si sono registrati anche in altre regioni a causa di fenomeni atmosferici analoghi.
In occasioni del genere l’Autorità sanitaria competente, cioè il sindaco del comune costiero di pertinenza, in applicazione del dettato normativo (articolo 10 del decreto legislativo 116 del 08), nel caso in cui tali situazioni possono avere verosimilmente un impatto negativo sulla qualità delle acque di balneazione o sulla salute dei bagnanti, adotta quale misura di gestione tempestiva e adeguata un divieto temporaneo di balneazione. Questo divieto potrà essere revocato se, rimosse le cause dell’inquinamento, gli accertamenti Arpac dimostreranno il ripristino della salubrità delle acque.
«Dunque», dichiara Stefano Sorvino, commissario straordinario dell’Agenzia, «la normativa prevede che, in circostanze eccezionali, i sindaci adottino divieti di balneazione indipendentemente dalle attività delle Agenzie ambientali».
A tal proposito, la Regione Campania, prima dell’inizio della stagione balneare, con la Delibera di Giunta regionale n. 98 del 13 marzo 2019 ha fornito utili indicazioni alle Amministrazioni Comunali per gestire le conseguenze negative derivanti da forti precipitazioni meteoriche. In questo provvedimento viene sancito che «durante la stagione balneare, indipendentemente dai controlli previsti dal d.lgs. 116 del 2008, in caso di pioggia persistente e/o di notevole intensità che comporti l’entrata in funzione degli scaricatori di piena nelle fognature a sistema misto, devono essere adottate da parte del Soggetto competente misure di gestione preventive che includano l’informazione del pubblico e, se necessario, un divieto temporaneo di balneazione, o comunque, una misura di limitazione della balneazione ai fini della tutela della salute dei bagnanti (art. 10 del d.lgs. 116 del 2010)».
«In casi del genere, infatti, solo una immediata ordinanza di divieto può essere efficace per tutelare la salute dei bagnanti», conclude Sorvino, «mentre i controlli di Arpac, cessato il fenomeno inquinante, sono necessari per verificare il ripristino delle condizioni di salubrità e consentire la revoca del divieto».