“Multiforme. L’evoluzione del potere femminile”, la performance artistica di Francesca De Pompa al Museo Civico di Solofra
Una performance artistica di impatto e dal significato profondo. Oggi pomeriggio, presso il Museo Civico Città di Solofra, si è svolta “Multiforme. L’evoluzione del potere femminile”, la performance di Francesca De Pompa. In collaborazione con la Fondazione De Chiara De Maio, l’evento si inserisce nel percorso della mostra “Contaminazioni. Antico e Contemporaneo. L’Amazzone e la Madre”, prorogata fino all’8 marzo 2026, quando verrà riproposto nei locali della Fondazione.
L’amazzone è una «figura potente dal punto di vista simbolico all’interno della mostra» che «entra in dialogo con un altro grande archetipo femminile, che è la madre» e che «ritroviamo raffigurata all’interno delle opere di arte contemporanea esposte in mostra temporanea all’interno del museo (sono due opere del maestro Vallifuoco, ndr)», che «sono state imprestate dalla Fondazione De Chiara De Maio, con cui in questi mesi è nata una bella collaborazione condividendo una visione comune sulla crescita culturale della città», ha spiegato la direttrice del Museo Civico solofrano Concetta Filodemo.
L’evento costituisce un atto performativo che attraversa corpo, gesto e parola per interrogare il tema del femminile come forza generativa, trasformativa, plurale. Varie persone hanno collaborato alla sua realizzazione per le varie componenti come le musiche o le riprese e la direttrice Filodemo ha concluso il suo intervento con una riflessione: «questi nomi sono tutti volontari e credo che questo sia il grande messaggio che portiamo questa sera, cioè che intorno a un luogo che è un museo che è nato da poco sta nascendo una voglia di fare, un entusiasmo incredibile, che veramente ci rende molto grati e ci fa capire, ci testimonia che il museo della città di Solofra può diventare il serbatoio culturale della città, dove i giovani ma anche i non giovani del territorio possono esprimere la propria creatività, un modo di stare insieme diverso». Carmen Gaeta, in rappresentanza della Fondazione De Chiara De Maio, ha aggiunto che la performance verrà ripetuta domenica 8 maggio nella sede della Fondazione alle ore 18 e che «il nostro paese è ricco di cultura, ci sono tante piccole entità che permettono di rendere il nostro paese vivo».
Dopo gli interventi si è svolta la performance “Multiforme”, che è un’azione che mette in relazione archetipi antichi e sensibilità contemporanee, restituendo al corpo femminile la sua dimensione originaria di potere, cura e metamorfosi. Con la performance è stata spiegata «l’evoluzione dell’identità della donna», ha aggiunto, tra l’altro, Vanessa Ruggiero, supporto artistico e tecnico, al termine dell’evento. Con vari simboli utilizzati, troviamo colori come «il nero che è lo spazio che difende e il bianco che è lo spazio che crea» e «nell'artista i colori sono uniti con dei simboli che rappresentano i due archetipi perché lei è la rappresentazione esatta dello spazio, della sfida tra quello che una donna deve essere e quello che una donna oggi vuole essere. Abbiamo deciso di accompagnare» la performance «con alcune strofe della musica di La Niña “Figlia d’a tempesta”». E, infine, «una performance è tale solo nel racconto con l’altro».